Cassazione Penale, Sentenza n. 4335/2024 del 01/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché, avendo il decesso dell'imputato preceduto l'irrevocabilità della condanna, il reato si è estinto per morte dell'autore ai sensi dell'art. 150 cod. pen. La Corte ha escluso l'applicabilità di ipotesi ostative previste dall'art. 129, co. 2, cod. proc. pen. e ha quindi disposto l'annullamento della sentenza impugnata per estinzione del reato.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Malagoli era stato condannato per il reato di furto (4 mesi di reclusione e 300 euro di multa). Con ricorso per cassazione l'imputato, tramite difensore, deduceva questioni pregiudiziali di legittimità costituzionale degli artt. 581, co. 1-ter e 1-quater cod. proc. pen. e dell'art. 89, co. 3 d.lgs. 150/2022 (per contrasto con l'art. 24 Cost.), nonché errata applicazione della legge penale in relazione agli artt. 336 e 552 cod. proc. pen. Successivamente il difensore comunicava il decesso dell'imputato (14/04/2023) e chiedeva l'emissione di sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato; il Procuratore generale concordava con la richiesta.
Norme richiamate
art. 581, comma 1-ter e 1-quater cod. proc. pen.
La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dal ricorrente, ma la decisione finale della Corte si concentra sull'estinzione del reato per morte e non ha ritenuto necessario decidere sul profilo di costituzionalità evocato.
art. 89, comma 3, d.lgs. 150/2022
Anche questa norma è stata invocata in relazione alla legittimità costituzionale (art. 24 Cost.), ma la Corte non ha pronunciato una decisione sostanziale su tale tema in ragione dell'estinzione del reato per morte.
artt. 336 e 552 cod. proc. pen.
Il ricorrente deduceva errata applicazione di norme processuali (probabilmente con riguardo alla forma e al contenuto dell'atto processuale o ai motivi di impugnazione), ma la questione è rimasta assorbita dalla dichiarazione di estinzione del reato.
Interpretazione applicata dalla Corte: se il decesso avviene prima dell'irrevocabilità della decisione di condanna, il reato si estingue automaticamente per morte dell'autore; pertanto la sentenza di condanna deve essere annullata senza rinvio.
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
La Corte ha verificato e escluso la ricorrenza delle ipotesi ostative contemplate da questa norma che potrebbero impedire l'estinzione del processo per morte dell'imputato.
art. 24 Cost.
Invocato in relazione a presunte violazioni del diritto di difesa con riferimento a disposizioni processuali, ma la Corte non si è espressa sul merito della questione costituzionale dato che il processo si è estinto per la morte dell'imputato.
Massime di principio
- Se l'imputato muore prima che la condanna sia divenuta irrevocabile, il reato si estingue ai sensi dell'art. 150 cod. pen. e la sentenza di condanna va annullata senza rinvio.
- La comunicazione tempestiva del decesso (con certificato di morte) da parte del difensore permette di chiedere l'emissione di provvedimento di non doversi procedere per estinzione; il pubblico ministero può aderire alla richiesta e la Corte di legittimità procederà conseguentemente.
- Questione di merito processuale o costituzionale sollevata in ricorso può rimanere assorbita quando sopravviene causa estintiva (come la morte), sicché la Corte può non decidere sul profilo sostanziale se l'estinzione rende il tema irrilevante.
- Occorre verificare l'eventuale sussistenza delle ipotesi ostative previste dall'art. 129, comma 2, cod. proc. pen. prima di dichiarare l'estinzione del reato; in assenza di tali ipotesi l'estinzione per morte è applicabile.
- In situazioni analoghe è opportuno allegare al giudice il certificato di morte e richiedere formalmente l'estinzione del reato; collaborare con il pubblico ministero accelera l'emanazione del provvedimento favorevole.
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