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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23671/2025 del 21/08/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce da un rapporto di lavoro domestico e di dama di compagnia svolto dalla ricorrente dal 1999 all'8.6.2014 alle dipendenze della dante causa del resistente. In primo grado la domanda di condanna al pagamento di differenze retributive veniva rigettata. La corte d'appello dichiarava inammissibile l'appello perché ritenuto tardivo, assumendo che la sentenza di primo grado, pubblicata il 26.1.2023, fosse stata notificata il 9.2.2023 e che il ricorso in appello fosse stato depositato il 13.3.2023 oltre il termine di trenta giorni ex art. 325 c.p.c. Con il ricorso per cassazione la parte soccombente deduceva un unico motivo di violazione o falsa applicazione dell'art. 155 c.p.c., sostenendo che il termine per proporre appello, scadente l'11.3.2023, cadendo di sabato, dovesse essere prorogato di diritto al primo giorno non festivo successivo, e quindi al lunedì 13.3.2023, con conseguente tempestività dell'impugnazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo: verificata la notifica della sentenza di primo grado in data 9.2.2023, ha calcolato la scadenza del termine breve di trenta giorni ex art. 325 c.p.c. all'11.3.2023; poiché tale giorno era sabato, ha applicato l'art. 155, comma 5, c.p.c., con proroga al primo giorno seguente non festivo, coincidente con il 13.3.2023, data di deposito dell'appello. Di conseguenza ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato l'impugnazione tardiva e ha rinviato alla medesima Corte d'appello di Napoli, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È stata dedotta la violazione o falsa applicazione di legge come vizio denunciabile in cassazione.

  • art. 155 c.p.c.

    Il termine processuale che scade in sabato è prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo; la regola si applica anche ai termini per il compimento di atti processuali.

  • art. 325 c.p.c.

    Il termine breve di trenta giorni dalla notificazione della sentenza per proporre appello decorre dalla notificazione ed è soggetto alla proroga ex art. 155 c.p.c. se scade di sabato.

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    La decisione è stata assunta in camera di consiglio con riserva di deposito dell'ordinanza nei termini previsti dal rito camerale.

  • d.lgs. n. 149 del 2022

    È richiamato come fonte della modifica dell'art. 380 bis.1 c.p.c.

Massime di principio

  • Il termine breve per proporre impugnazione decorre dalla notificazione della sentenza e, se la scadenza cade di sabato, è automaticamente prorogato al primo giorno non festivo successivo.
  • La proroga ex art. 155, comma 5, c.p.c. si applica anche ai termini per il deposito dell'atto di appello, con conseguente tempestività dell'impugnazione se il deposito avviene nel primo giorno lavorativo utile.
  • La declaratoria di inammissibilità dell'appello per tardività è erronea quando il giudice non consideri la proroga legale del termine che scada in giorno sabato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLicenziamento
RamiProcesso civileLavoro
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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