Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 11011/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza riguarda un imputato ritenuto responsabile di furto aggravato, in particolare del reato di cui agli artt. 624 e 625, n. 2, c.p., che ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Palermo del 11/03/2024. Il ricorso contestava, in sostanza, violazione di legge e vizio motivazionale con riferimento all'applicazione della recidiva reiterata infraquinquennale. La difesa chiedeva l'annullamento della sentenza impugnata. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi non consentiti in sede di legittimità, perché ripetitivi di censure già esaminate e disattese dal giudice di merito, privi di una critica specifica alla motivazione impugnata e privi di puntuale esposizione delle ragioni di diritto e dei necessari riferimenti alla decisione censurata.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che il ricorrente non si confrontava adeguatamente con la motivazione della Corte territoriale, giudicata logica, congrua e corretta in diritto. In particolare, i giudici di merito avevano motivato l'applicazione della recidiva reiterata infraquinquennale richiamando i molteplici precedenti penali dell'imputato, la sua pericolosità sociale e l'elevato rischio di recidiva. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice richiamata quale base del reato di furto per cui l'imputato è stato ritenuto responsabile.

  • art. 625, n. 2, c.p.

    Aggravante del furto richiamata nel capo d'imputazione e nella sentenza, senza ulteriore specificazione nel testo.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna alle spese processuali e, in assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, anche la sanzione pecuniaria; nella specie la Corte ha ritenuto non ravvisabile tale assenza di colpa.

  • Corte Cost. sent. n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata per il principio secondo cui la sanzione pecuniaria consegue all'inammissibilità salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, Galtelli

    Richiamata sul contenuto essenziale dell'atto di impugnazione; la Corte ne estende i principi anche al ricorso per cassazione, valorizzando la necessità di critica puntuale alla motivazione impugnata.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando ripropone censure già esaminate e disattese dal giudice di merito senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • L'atto di impugnazione deve contenere una critica argomentata e puntuale della decisione censurata, con l'enunciazione delle ragioni di diritto e dei riferimenti pertinenti alla motivazione impugnata; la mera reiterazione di doglianze non è sufficiente.
  • La motivazione sulla recidiva reiterata infraquinquennale è immune da censura di legittimità quando il giudice di merito valorizza in modo non illogico precedenti penali, pericolosità sociale e concreto rischio di recidiva.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, anche al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reato
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.