Cassazione Penale, Sentenza n. 26584/2024 del 05/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di permessi premio ex art. 30-ter Ord. pen.; il ricorrente denunciava violazione dell'art. 125 cod. proc. pen. sostenendo che il Tribunale avrebbe travisato e omesso parti rilevanti della relazione di sintesi (aggiornamento 25/05/2023 e relazione del 13/10/2021) che, a suo avviso, indicavano i permessi come strumento idoneo per verificare la sua affidabilità e la volontà riparatoria; inoltre si sosteneva che la Direzione dell'istituto aveva espresso parere favorevole
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura fosse parziale e non confrontasse compiutamente le molteplici ragioni decisive dell'ordinanza impugnata, che valorizzava la carenza di prova di iniziative riparatorie, l'assenza di revisione critica del comportamento deviante e la mancata dimostrazione di esclusione di collegamenti con la criminalità organizzata. Si è richiamata la gravità dei reati per i quali il condannato è in esecuzione, la sua non collaborazione e l'assenza di dissociazione, nonché infrazioni commesse in carcere. Contestualmente è stata disposta la condanna alle spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende
Norme richiamate
art. 30-ter Ordinamento penitenziario
"ai condannati che hanno tenuto regolare condotta ai sensi del successivo comma 8 e che non risultano socialmente pericolosi, il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell'istituto, può concedere permessi premio di durata non superiore ogni volta a quindici giorni per consentire di coltivare interessi affettivi, culturali o di lavoro"
La Corte ricorda i tre presupposti logico-giuridici per la concessione: regolare condotta, assenza di pericolosità sociale, e funzionalità del permesso alla coltivazione di interessi affettivi/culturali/lavorativi; il magistrato deve acquisire informazioni adeguate e valutare la coerenza del permesso con il trattamento rieducativo
La censura basata sulla presunta violazione dell'art. 125 è stata considerata non sufficientemente specifica e non capace di dimostrare un travisamento decisivo della prova o della motivazione complessiva dell'ordinanza impugnata
art. 65 d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230
La domanda di permesso deve essere corredata dal parere motivato del Direttore e dall'estratto della cartella personale, inclusa l'osservazione scientifica della personalità; tuttavia la eventuale carenza documentale non preclude automaticamente l'accesso al beneficio perché il giudice può integrare l'istruttoria
art. 4-bis Ordinamento penitenziario e Corte Cost. n. 253/2019
La decisione della Corte costituzionale ha trasformato la presunzione assoluta di pericolosità in presunzione relativa per reati "ostativi" di prima fascia: il detenuto non collaborante può proporre elementi idonei a contrastare la presunzione, ma il giudice deve svolgere una istruttoria rigorosa e acquisire informazioni da Autorità competenti
decreto-legge 31/10/2022 n.162 convertito in legge n.199/2022
Per i reati ostativi sono state definite condizioni più stringenti (adempimenti civili/risarcitori o impossibilità, elementi specifici a escludere collegamenti con la criminalità organizzata, iniziative a favore delle vittime); il Tribunale deve effettuare accertamenti dettagliati sulle circostanze personali, patrimoniali e sui legami criminali
art. 597, art. 666 comma 5 e art. 678 cod. proc. pen.
Il reclamo al Tribunale di sorveglianza ha natura devolutiva: il Tribunale non si limita a verificare la correttezza formale della decisione impugnata ma deve valutare nel merito, anche esercitando i poteri d'ufficio per integrare la istruttoria quando vi siano deficit decisivi
Massime di principio
- La concessione dei permessi premio ex art. 30-ter richiede contestualmente: condotta regolare, assenza di pericolosità sociale e funzione rieducativa del permesso; l'accertamento deve risultare da informazioni adeguate
- Nei ricorsi avverso il rigetto di permessi premio il Tribunale di sorveglianza valuta nuovamente il merito e deve integrare l'istruttoria d'ufficio ove emergano lacune istruttorie rilevanti
- Per detenuti condannati per reati "ostativi" la presunzione di pericolosità è relativa: il richiedente deve produrre elementi specifici e concreti per contrastarla; il giudice svolgerà approfonditi accertamenti su legami criminali, posizione nell'associazione e situazione patrimoniale
- Il parere favorevole della Direzione dell'istituto è importante ma non vincolante: il giudice valuta complessivamente tutte le informazioni e può ritenere prevalenti elementi sfavorevoli (gravità reati, mancanza di dissociazione, comportamenti in carcere)
- La mera asserzione di travisamento di documenti senza indicare in modo specifico e decisivo come la motivazione avrebbe dovuto cambiare non è sufficiente a fondare il ricorso in Cassazione
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