Cassazione Penale, Sentenza n. 3103/2023 del 25/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza del Giudice di pace che l'aveva condannata per occupazione abusiva, deducendo un unico motivo: difetto di valida querela. Sosteneva che, trattandosi di immobile soggetto ad esecuzione forzata, il proprietario non poteva essere titolare della querela e che l'unico titolare del diritto fosse il creditore procedente.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e lo ha dichiarato inammissibile. Ha richiamato il principio secondo cui la persona offesa e titolare del diritto di querela è il soggetto il cui interesse è direttamente protetto dalla norma penale (in concreto: il proprietario, che resta dominus del bene fino all'assegnazione in esecuzione). Ha precisato che, sebbene il creditore procedente possa avere un interesse concorrente, tale interesse non esclude la titolarità del proprietario. Per l'inammissibilità del ricorso, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende, ai sensi delle norme procedurali richiamate.
Norme richiamate
La titolarità del diritto di querela va individuata nella persona offesa, cioè nel soggetto il cui bene giuridico è direttamente protetto; nel caso di invasione di immobile sottoposto a esecuzione forzata, fino all'assegnazione rimane titolare il proprietario.
art. 606, comma terzo, cod. proc. pen.
Norma richiamata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per cassazione quando il motivo è manifestamente infondato o non rientra tra le ipotesi ammissibili.
Disposizione applicata per la condanna alle spese processuali e per la determinazione della sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle ammende) a carico della ricorrente in caso di dichiarazione di inammissibilità.
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 6, n. 21090/2004; Sez. 2, n. 2862/1999)
Principi richiamati: la persona offesa è il soggetto passivo del reato che subisce la lesione dell'interesse penalmente protetto; possono coesistere più soggetti passivi di un medesimo reato valutati in relazione alla titolarità del bene giuridico protetto.
Massime di principio
- Il diritto di querela, salvo diversa determinazione normativa, spetta alla persona il cui interesse è direttamente lesa: in caso di immobile sottoposto a esecuzione forzata il proprietario resta titolare fino all'assegnazione definitiva.
- La presenza di una procedura esecutiva non trasferisce automaticamente al creditore procedente l'esclusiva titolarità della querela; il creditore può avere un interesse concorrente ma non necessariamente esclusivo.
- Un motivo di impugnazione fondato esclusivamente su una presunta carenza di legittimazione del querelante richiede prove convincenti che il proprietario non fosse più titolare del bene; altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato manifestamente infondato.
- Per chi valuta di proporre ricorso per cassazione è importante verificare preliminarmente la fondatezza giuridica della questione: la presentazione di ricorsi manifestamente infondati può comportare condanne alle spese e sanzioni (es. versamenti alla Cassa delle ammende).
- In situazioni analoghe conviene accertare lo stato della procedura esecutiva (se si è giunti all'assegnazione) e la titolarità concreta dei diritti sul bene prima di contestare la legittimazione del querelante.
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