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Ordinanza

Ordinanza n. 179/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600568

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di proroga della concessione di occupazione di un alloggio di servizio, avviso di rilascio e rigetto del ricorso gerarchico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di proroga della concessione di occupazione di un alloggio di proprietà dello Stato, adottato dopo l’avviso di rilascio, nonché il successivo provvedimento di conferma e il decreto con cui è stato respinto il ricorso gerarchico. Ha chiesto la sospensione cautelare degli atti e l’accertamento del diritto alla proroga. A sostegno dell’istanza cautelare ha dedotto esigenze personali e familiari, tra cui l’assistenza alla madre e la situazione abitativa della figlia minore.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per difetto sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora. Quanto al fumus, ha ritenuto che, a un sommario esame, il diniego apparisse fondato sulla documentata sussistenza di una situazione di tensione alloggiativa nella circoscrizione di riferimento, ostativa alla proroga, a fronte della scadenza del titolo concessorio. Quanto al periculum, le esigenze personali e familiari dedotte non sono state ritenute idonee a configurare un pregiudizio grave e irreparabile, poiché l’assistenza alla madre era svolta anche con il concorso di un altro familiare, la figlia minore era prevalentemente collocata presso l’altro genitore e il ricorrente si trovava impegnato in una missione all’estero. La comparazione degli interessi ha inoltre fatto prevalere l’interesse pubblico al recupero e alla riallocazione dell’alloggio di servizio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori di legge, ove dovuti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare; l’istanza è stata respinta per l’assenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.

  • art. 333 d.P.R. 90/2010

    Richiamato con riferimento all’eventuale recupero coattivo dell’alloggio di servizio a seguito della mancata proroga.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata ai fini dell’oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la proroga dell’occupazione di un alloggio di servizio può essere negata, a fronte della scadenza del titolo concessorio, quando l’amministrazione documenti una situazione di tensione alloggiativa nella circoscrizione di riferimento, idonea a giustificare il recupero e la riallocazione dell’alloggio.
  • Le esigenze personali e familiari dell’assegnatario non integrano necessariamente un periculum in mora grave e irreparabile quando risultino in concreto attenuate dalla disponibilità di altri familiari per l’assistenza, dalla collocazione prevalente dei figli presso l’altro genitore o dalla temporanea lontananza dell’assegnatario per ragioni di servizio.
  • Nella comparazione cautelare degli interessi, l’interesse pubblico al recupero e alla riallocazione di un alloggio di servizio può prevalere sulle esigenze abitative private quando il titolo concessorio sia scaduto e non emergano elementi sufficienti a dimostrare un pregiudizio irreparabile.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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