Cassazione Penale, Sentenza n. 39785/2022 del 20/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della loro responsabilità penale per usura (art. 644 c.p.) decisa dal Tribunale di Bari e poi dalla Corte d'appello. Gli arguimenti principali sono: 1) violazione di legge e vizio di motivazione rispetto all'art. 521 c.p.p. e all'imputazione, sostenendo che gli assegni consegnati dalle persone offese erano in bianco e quindi non provavano l'esistenza di interessi usurari né di un accordo; si censura inoltre una presunta difformità tra il fatto contestato in capo a PORCELLI (consegna di titoli postdatati con tasso del 10% mensile) e la valutazione che ha portato alla condanna; 2) travisamento del fatto e vizio di motivazione per eccessiva fiducia sulle dichiarazioni delle persone offese e sui testi costituiti parte civile (BRUNETTI, DEMONTE, altri), mentre altre dichiarazioni (es. BARBANENTE Ottavio) avrebbero smentito quelle accuse; si contesta che la documentazione bancaria, gli assegni e il decreto prefettizio non possano costituire riscontro sufficiente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per essere manifestamente infondati. Ha ritenuto che l'imputazione conteneva specificazioni sufficienti sul modo di compilazione degli assegni e che non sussiste discrepanza tra imputazione e condanna. Ha anche ritenuto legittima la valutazione delle dichiarazioni delle persone offese, coerentemente corroborate dalla documentazione bancaria e dagli assegni, e ha escluso che le dichiarazioni contrarie (es. Barbanente) avessero sufficiente credibilità o elementi di riscontro. Per tali ragioni i ricorsi non potevano essere riesaminati in termini di merito dalla Cassazione. Sono stati condannati i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
Riferimento ai limiti della motivazione e della corrispondenza tra imputazione e decisione; la Corte ha ritenuto che le specificazioni contenute nell'imputazione fossero sufficienti a coprire la valutazione sui titoli consegnati
Norma che configura il reato di usura; è il fondamento penale della contestazione confermata in sede di merito
art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.
Limiti imposti alla formulazione dei motivi in cassazione; i ricorrenti hanno articolato i motivi nei limiti strettamente necessari ma non sono riusciti a invertire la valutazione di merito
Consente alla Corte di cassazione di condannare al pagamento delle spese processuali e ad una somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile o infondato; applicata per la condanna a €3.000,00
Norma sull'escussione dei testimoni; richiamata nel contesto delle dichiarazioni rese in udienza (esame di Barbanente) e valutata nel quadro della credibilità
D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (conv. L. 176/2020)
Disposizioni sulle modalità di svolgimento del procedimento in tempo di emergenza (udienze da remoto); il giudizio di cassazione è stato trattato secondo queste forme procedurali
Giurisprudenza di riferimento (Sez. Un., n. 32 del 22/11/2000, De Luca e altre pronunce richiamate)
Principio secondo cui la Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della prova, salvo vizi di motivazione, illogicità manifesta o violazione di legge
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina liberamente i fatti: per impugnare con successo una valutazione di merito occorre dimostrare vizi di diritto, illogicità manifesta, omissioni decisivi o violazioni di legge, non la semplice divergenza valutativa sulla credibilità dei testi
- Una imputazione può contenere specificazioni implicite sul modo in cui sono stati posti in essere gli elementi del fatto (es. modalità di compilazione di assegni); la mancanza di un riferimento testuale esplicito a ogni dettaglio non determina automaticamente la violazione del principio di correlazione se il quadro complessivo è sufficientemente descritto
- Le dichiarazioni delle persone offese o di parti civili possono essere ritenute valide base probatoria se risultano coerentemente corroborate da documenti (estratti bancari, assegni, decreti), mentre singole dichiarazioni contrarie prive di riscontri possono essere ritenute non credibili
- Per contestare una condanna per usura è utile impugnare non solo la valutazione della prova testimoniale ma anche la valenza probatoria dei documenti prodotti: occorre dimostrare specifici vizi, contraffazioni, incongruenze o l'assenza di collegamento probatorio tra documenti e fatto contestato
- Quando si propone ricorso per cassazione è essenziale formulare i motivi nei limiti e con le modalità richieste dalle norme procedurali (art. 173 disp. att. c.p.p. e altri limiti); motivi generici o basati su rivalutazioni di merito sono frequentemente dichiarati inammissibili
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