Cassazione Penale, Sentenza n. 6259/2025 del 17/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Pettinelli impugna la sentenza della Corte d'Appello di Messina denunciando violazione di legge e mancata motivazione: la Corte avrebbe omesso di decidere sul secondo motivo di appello relativo al riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art.62, comma 1, n.4 cod.pen. (pregiudizio di speciale tenuità), nonostante il primo giudice avesse valorizzato il modesto valore economico degli attrezzi sottratti e la loro immediata restituzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il motivo relativo alla carenza motivazionale, ritenendo che la Corte di Appello abbia riferito le censure ma non abbia fornito alcuna motivazione né argomentazione per accoglierle o respingerle. Per tale vizio la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla questione concernente l'attenuante di cui all'art.62, n.4 cod.pen., e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina affinché si pronunci espressamente sul riconoscimento o meno della circostanza attenuante.
Norme richiamate
comma 1, n.4: "avere cagionato alle persone offese un pregiudizio di speciale tenuità"
La Corte richiede che, se poste in evidenza circostanze fattuali idonee a fondare la tenuità del danno (modesto valore degli oggetti, vetustà, immediata restituzione), il giudice di merito debba valutare e motivare esplicitamente l'accoglimento o il rigetto dell'attenuante; l'omessa valutazione costituisce vizio di motivazione.
artt.624-bis e 625, comma 1, n.2 cod. pen.
Norme penali relative al reato per cui Pettinelli è stato ritenuto responsabile (furto in abitazione o assimilato con uso di strumenti/mezzi). La decisione di merito di condanna su tali reati è stata confermata dalla Corte d'Appello e non è stata annullata nella parte sostanziale.
art.125, comma 3 cod. proc. pen.
Richiama il principio della motivazione; la Cassazione ha ritenuto che l'assenza o l'apparenza di motivazione integra vizio delegittimante quando la Corte di merito non affronta espressamente le censure rilevanti.
art.546, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Prevede i casi di annullamento per vizio di motivazione; la Cassazione ha utilizzato tale disposizione per annullare la sentenza limitatamente alla questione non adeguatamente motivata.
Massime di principio
- Se il convenuto chiede il riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art.62, n.4 (tenuità del pregiudizio), il giudice di merito deve esaminare espressamente le circostanze fattuali (valore economico, vetustà, immediata restituzione, gravità complessiva del fatto) e motivare in modo palese l'accoglimento o il rigetto; la mancata motivazione comporta annullamento limitato e rinvio.
- La semplice menzione delle censure in sentenza non è sufficiente: è necessario un percorso argomentativo che dimostri se le circostanze proposte sono state considerate e perché sono ritenute insufficienti o al contrario fondate.
- Fatti quali modesto valore degli oggetti rubati e immediata restituzione possono costituire elementi rilevanti a favore della tenuità del pregiudizio, ma la valutazione resta discrezionale del giudice e va bilanciata con altri elementi (modalità del reato, pericolo per le persone, recidiva).
- In presenza di omissione motivazionale su questioni decisive per il trattamento sanzionatorio, il rimedio tipico è l'annullamento parziale con rinvio, non l'assoluzione automatica; la Corte di merito dovrà riesaminare e motivare la decisione.
- Per i difensori: formulare in ricorso e in appello richieste chiare e produrre elementi valutabili (stima del valore, documentazione di restituzione, prova di scarsa offensività) facilita la necessità per il giudice di pronunciarsi esplicitamente.
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