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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8394/2023 del 24/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Silvestri impugna la condanna per rapina aggravata (capo A), deducendo carenza e fragilità del quadro indiziario su cui si è fondata la responsabilità concorsuale (ruolo di "palo"/conducente). Contesta la valutazione degli elementi: distanze ricavate dall'aggancio delle celle telefoniche, compatibilità della figura ripresa dalle telecamere con più soggetti, sequestro tardivo della vettura, contrastanti risultati dei rilievi dei RIS e della Polizia Scientifica, e la mancata prova di comunicazione o di salita sull'auto. Denuncia violazione del diritto di difesa per presunta divergenza tra contestazione e condanna (trasformazione del fatto), critica l'esclusione del concorso anomalo/di apporto marginale e censura il rigetto delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure riguardanti la valutazione del compendio probatorio costituiscano una mera rivalutazione di merito, preclusa in sede di legittimità salvo vizi di motivazione macroscopici o manifesta illogicità, non riscontrati. Ha confermato che i giudici di merito, con argomentazioni logiche e coerenti, hanno ritenuto dimostrata la partecipazione del Silvestri alla rapina in relazione alla disponibilità del veicolo, al tracciamento del traffico telefonico dell'utenza a lui intestata (disattivata dopo il fatto), alle comparazioni antropometriche dei fotogrammi e ad altre prove documentali e dichiarative. Ha inoltre ritenuto che il ruolo di conducente/agevolatore della fuga rientrasse nella fattispecie contestata e che non vi fosse trasformazione radicale del capo d'imputazione tale da ledere le garanzie difensive. Il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto motivato dalla giudizio negativo sulla personalità dell'imputato. Conseguentemente il ricorso è respinto; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente in tema di valutazione degli indizi; la Corte precisa che le doglianze circa la valutazione degli elementi probatori non possono essere ricondotte astericamente a vizio di motivazione in Cassazione se configurano una rivalutazione di merito e che solo la manifesta illogicità o il travisamento macroscopico consentono sindacato di legittimità.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    La Corte ricorda i limiti dell'ammissibilità dei motivi diretti alla motivazione; in sede di legittimità non è consentita una rilettura estesa e non selettiva degli atti per contestare la valutazione probatoria, salvo vizi evidenti e macroscopici.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato il parametro che, se invocato, richiede per la Cassazione che la ricostruzione alternativa prospettata dall'imputato sia inconfutabile e non mera ipotesi alternativa, per far emergere un ragionevole dubbio.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato rispetto al concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto provato il concorso organizzato anche del conducente/agevolatore.

  • art. 114 e 116 cod. pen.

    Norme richiamate in relazione all'accertamento del contributo causale e alla distinzione tra concorso anomalo e contributo marginale; la Corte ha escluso che l'apporto dell'imputato fosse meramente marginale o che determinasse un diverso reato.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego per mancanza di elementi positivi sulla personalità dell'imputato e per la gravità della condotta.

  • art. 125, comma 2 cod. proc. pen.; artt. 292 e 605 cod. proc. pen.; art. 628 cod. pen.

    Norme indicate dal ricorrente per contestare la legittimità della prova per presunzioni e la qualificazione del reato; la Corte non ha ritenuto che l'interpretazione delle norme fosse errata alla luce del compendio probatorio valutato dai giudici di merito.

Massime di principio

  • In Cassazione le censure sulla valutazione del materiale probatorio sono ammissibili solo se indicano una manifesta illogicità, una carenza motivazionale macroscopica o un travisamento delle prove di evidente portata; non è consentita una semplice richiesta di rivalutazione in fatto.
  • Nei casi di "doppia conforme" (condanna in primo e secondo grado), la soglia per far emergere un travisamento probatorio è più alta: occorre dimostrare incoerenze o contraddizioni tali da rendere inconfutabile l'errore delle motivazioni di entrambi i gradi.
  • Elementi indiziari convergenti (disponibilità del mezzo, traffico telefonico collegato al luogo/tempo del fatto, immagini video e comparazioni antropometriche) possono, se valutati con coerenza logica, fondare una condanna anche in assenza di prova diretta, purché il collegamento sia reso credibile dal giudice e non vi siano spiegazioni alternative più plausibili.
  • La trasformazione del capo di imputazione è rilevante solo se la decisione di condanna introduce elementi fattuali o tipici non contextualizzati nel dibattimento al punto da pregiudicare le garanzie difensive; la semplice specificazione del ruolo (es. conducente/agevolatore) rientra normalmente nell'ambito della contestazione quando la partecipazione collettiva è stata dibattuta.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato sulla base di un giudizio negativo della personalità emergente dagli elementi del processo; per ribaltarlo occorrono elementi positivi certi sulle condizioni personali dell'imputato.

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