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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22264/2024 del 03/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'ammissione a una misura alternativa alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale o altra misura) per la porzione residua della pena di un anno e sei mesi inflittagli per il reato previsto dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Il Tribunale di sorveglianza ha rigettato l'istanza motivando sul notevole curriculum criminale, sulla mancanza di segni di resipiscenza, sull'assenza di prospettive lavorative e richiamando un arresto per detenzione illecita di armi come prova di persistenza della pericolosita. In cassazione il ricorrente ha contestato la fondatezza dei presupposti fattuali: la pena residua era molto piu breve (circa tre mesi e venticinque giorni) rispetto a quanto indicato dal Tribunale; il presunto arresto recente era datato in modo errato e riguardava un procedimento per il quale egli era stato assolto; inoltre sussisteva contraddizione tra l'affermazione di assenza di opportunita lavorative e l'indicazione, nello stesso provvedimento, della titolarita di una vasta azienda agricola.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che l'ordinanza impugnata presenti vizi di motivazione e errori di fatto tali da renderla illogica: errore sulla durata residua della pena, indicazione temporale errata e non corrispondente del reato recente (oltre che assoluzione), e contraddizione circa le possibilita occupazionali. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Bari per un nuovo esame dell'istanza, libero nell'esito ma corretto rispetto al vizio riscontrato.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47

    l'affidamento in prova al servizio sociale e condizionato al convincimento che esso contribuisca alla rieducazione del condannato e assicuri la prevenzione del pericolo della commissione di altri reati

    L'affidamento e una misura alternativa finalizzata alla rieducazione; la valutazione e prognostica e deve basarsi sull'osservazione della personalita e della condotta successiva al reato, valutando segni di emenda oltre alla natura e gravita dei reati passati

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 50

    La semiliberta e una forma di parziale decarcerazione che richiede una prognosi favorevole e progressi nel percorso di emancipazione dalla devianza

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47-ter

    Predispone limiti di pena e condizioni particolari per l'ammissione alle misure alternative in rapporto alla durata della pena

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Norma sostanziale che punisce la detenzione illecita di sostanze stupefacenti; e il titolo di reato per il quale il ricorrente era stato condannato

Massime di principio

  • Il giudice che nega una misura alternativa deve fondare la decisione su fatti corretti e motivazione coerente: errori materiali o contraddizioni significative comportano l'annullamento in cassazione.
  • La valutazione prognostica per l'ammissione a misure alternative guarda soprattutto alla condotta successiva al reato e ai segni di emenda; precedenti e gravita dei reati rilevano ma non possono escludere la possibilita di misura senza adeguata valutazione dei progressi.
  • Un procedimento penale concluso con assoluzione non puo essere considerato elemento probatorio di persistenza della pericolosita criminale.
  • La quantificazione esatta della pena residua e rilevante per la scelta della misura e per la valutazione del rischio di recidiva; errori su questo punto incidono sulla legittimita della decisione.
  • Le opportunita lavorative concrete e la disponibilita di strumenti di reinserimento vanno valutate e motivate: affermazioni contraddittorie nel provvedimento vanno chiarite o rendono il provvedimento illogico.
  • In presenza di vizi di motivazione il rimedio corretto e l'annullamento con rinvio per un nuovo esame, salvo che il giudice di legittimita possa decidere diversamente per legge.

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