Cassazione Penale, Sentenza n. 22012/2024 del 03/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha denunciato l'omessa motivazione del Tribunale in ordine alla richiesta, tempestivamente formulata, di applicazione della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto). La difesa sosteneva che la fattispecie rientrasse nell'orientamento giurisprudenziale favorevole all'applicazione della norma anche in casi di abusi edilizi, evocando una presunta parziale difformità dal progetto e non la totale assenza del permesso di costruire.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità delle deduzioni relative all'art. 131-bis. Il ricorso non ha chiarito in che modo le specifiche imputazioni (violazioni della normativa antisismica e sulle opere in conglomerato cementizio) potessero beneficiare della causa di non punibilità, e il Collegio ha ricordato che tali violazioni sono, per costante giurisprudenza, non suscettibili di sanatoria. Per queste ragioni il ricorso è stato respinto come inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
La corte ha ritenuto che l'applicazione della causa di non punibilità richiede deduzioni specifiche e che è esclusa quando sussistono impedimenti oggettivi, come l'impossibilità di sanatoria delle violazioni antisismiche e delle opere in conglomerato cementizio.
d.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico Edilizia) - artt. 93 e ss.; artt. 53, 64, 71
Il d.P.R. è richiamato per le fattispecie edilizie contestate: la Corte sottolinea che il conseguimento di permesso in sanatoria estingue talune contravvenzioni urbanistiche ai sensi dell'art. 36, ma non le violazioni della normativa antisismica o sulle opere in conglomerato cementizio.
art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
Citato in relazione al principio per cui il permesso in sanatoria estingue alcune contravvenzioni urbanistiche; tuttavia la Corte ricorda che questo non opera per le violazioni antisismiche e relative al cemento armato.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 38953 del 04/07/2017 (Rizzo)
Richiamata per il principio secondo cui la sanatoria (permesso di costruire in sanatoria) estingue i reati contravvenzionali urbanistici ma non le violazioni della normativa antisismica e sulle opere in conglomerato cementizio.
Giurisprudenza: Sez. 3, n. 19111 del 10/03/2016 (Mancuso)
Richiamata per il principio che, nell'applicazione dell'art. 131-bis alle violazioni urbanistiche e paesaggistiche, rilevano molteplici elementi (tipologia, dimensioni, destinazione, carico urbanistico, impossibilità di sanatoria, rispetto di vincoli, grado di difformità, modalità esecutive); in presenza di violazioni congiunte urbanistiche, antisismiche e del cemento armato la causa di non punibilità può essere esclusa.
Massime di principio
- La richiesta di applicazione dell'art. 131-bis deve essere motivata con riferimento puntuale alle specifiche imputazioni: deduzioni generiche sono inammissibili.
- Se le imputazioni comprendono violazioni della normativa antisismica o delle opere in conglomerato cementizio, è necessario dimostrare la effettiva possibilità di sanatoria; in assenza di tale possiblilità, l'art. 131-bis è difficilmente applicabile.
- Il permesso di costruire in sanatoria estingue alcune contravvenzioni urbanistiche (art. 36 d.P.R. 380/2001) ma non estingue le violazioni antisismiche e quelle relative al cemento armato.
- Per massimizzare le probabilità di successo di una richiesta basata sull'art. 131-bis, la difesa deve fornire elementi concreti e documentali (natura dell'opera, dimensioni, grado di difformità, eventuale titolo abilitativo, possibilità di sanatoria, incidenza su vincoli e strumenti urbanistici).
- L'approccio difensivo meramente richiamante orientamenti giurisprudenziali senza specificare l'applicazione al caso concreto può comportare l'inammissibilità del ricorso e sanzioni economiche.
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