Cassazione Penale, Sentenza n. 8671/2024 del 28/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame del sequestro preventivo relativo a manufatti edilizi abusivi. Primo motivo: violazione di legge per presunta inesistenza del periculum in mora, con argomentazione che i principali manufatti (abitazione e magazzino) erano già ultimati intorno al 2018 e solo alcune opere minori erano incomplete, per cui la libera disponibilità non aggraverebbe né protrarrebbe le conseguenze del reato né agevolerebbe altri illeciti; richiamo al principio di proporzionalità delle misure cautelari. Secondo motivo: violazione relativa all'utilizzo di elementi d'indagine acquisiti dopo la scadenza del termine massimo semestrale per le indagini preliminari (termine scaduto il 28/02/2023), sostenendo la tardività della proroga e che il fumus si fonderebbe su un'informativa del 15/03/2023.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo: ritenuta manifesta infondatezza e genericità; la Corte ha confermato che il periculum in mora deve essere concreto e attuale ma il Tribunale ha motivato adeguatamente sia con riferimento alle opere ancora in corso (pericolo di prosecuzione delle opere abusive) sia con riferimento alle opere ultimate, valutando l'aumento del carico urbanistico in area agricola e i rischi per le norme edilizie, paesaggistiche e sismiche; la motivazione è stata ritenuta sufficiente e non meramente apparente. Sul secondo motivo: inammissibile per genericità: il ricorrente non ha indicato quali atti di indagine sarebbero stati compiuti oltre il termine né le date di compimento (la giurisprudenza richiede di valutare la data di compimento degli atti, non la data di una informativa riassuntiva). La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell'edilizia), artt. 44, 83, 93, 95
Le norme penali edilizie sono state richiamate come fondamento dei reati contestati; la Corte conferma che, nell'ambito di sequestri preventivi, il giudice può valutare il pericolo di aggravamento della lesione urbanistica in relazione alla funzione, consistenza e destinazione delle opere
D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 181, comma 1
Richiamata per il vincolo paesaggistico: la Corte ha ritenuto che la lesione degli interessi paesaggistici possa giustificare il sequestro impeditivo quando la libera disponibilità del manufatto comporta pericolo concreto per il bene protetto
Decreto-legge 28/10/2020, n. 137 conv. con legge 18/12/2020, n. 176, art. 23, comma 8
Citato in relazione alle richieste scritte trasmesse dal Pubblico Ministero; conferma la partecipazione del PM nel procedimento
Codice di procedura penale, art. 325, comma 1
Limita il ricorso per cassazione avverso provvedimenti in materia di sequestri alle sole ipotesi di violazione di legge
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)
Stabilisce i limiti delle censure in cassazione, ossia che non è sindacabile la mera illogicità manifesta della motivazione ma solo l'inesistenza o l'apparenza della motivazione stessa
Codice di procedura penale, art. 125, comma 3
Riferimento alla possibile apparente motivazione quale fattispecie rilevante ai fini di violazione di legge, se la motivazione non è ancorata al caso concreto
Codice di procedura penale, art. 616
Prevede la condanna alle spese e il versamento alla cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicato dalla Corte
Massime di principio
- Il periculum in mora per il sequestro preventivo di opere abusive deve essere concreto e attuale: il giudice del merito deve motivare specificamente come la libera disponibilità del bene possa aggravare o protrarre la lesione degli interessi pubblici (es. carico urbanistico, vincoli paesaggistici, norme sismiche).
- Quando opere abusive sono state ultimate, l'aumento del carico urbanistico può essere desunto dalla mera consistenza volumetrica, dalla destinazione d'uso e dalla destinazione urbanistica dell'area; tali elementi forniscono una base oggettiva per ritenere il pericolo.
- Le censure sulla valutazione di merito (discrezionalità del giudice del merito) sono difficili da accogliere in Cassazione: è necessario dimostrare l'assenza o l'apparenza della motivazione, non la semplice divergenza di valutazione.
- Le eccezioni sull'inutilizzabilità di atti compiuti dopo la scadenza del termine per le indagini devono essere specifiche: il ricorrente deve indicare gli atti, le date di compimento e dimostrare la loro tardività; la data di una informativa riassuntiva non è decisiva rispetto alla data degli atti investigativi.
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e richiede autosufficienza e precisione nelle doglianze: le argomentazioni generiche o non documentate inevitabilmente portano all'inammissibilità e a sanzioni economiche.
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