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Sentenza

Sentenza del 19/04/2024 n. 370 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della decisione della CTP che aveva annullato l'avviso di accertamento IMU per gli anni 2014-2015 su un opificio concesso in leasing. Questione centrale: individuazione del soggetto passivo IMU dopo la risoluzione anticipata del contratto di locazione finanziaria per inadempimento del conduttore, che però ha trattenuto materialmente l'immobile. Il Comune contesta la pronuncia ritenuta errata/illogica sulla soggettività passiva e chiede il riconoscimento della legittimità degli avvisi, nonché la conferma di sanzioni e interessi; la resistente deduce che il bene era ancora nella disponibilità dell'utilizzatore e che dunque non spettava l'accertamento.

La decisione

La Corte Regionale d'Appello tributaria ha accolto l'appello del Comune e riformato la sentenza della CTP. Ha ritenuto che, conformemente alla giurisprudenza di legittimità (tra cui Cass. 13793/2019), la soggettività passiva IMU rimane in capo all'utilizzatore solo finché vige il vincolo contrattuale: con la risoluzione giuridica del contratto per inadempimento la responsabilità tributaria retrocede alla concedente, indipendentemente dalla riconsegna materiale del bene. Quanto all'eccezione di occupazione abusiva, la Corte ha richiamato il principio che l'imposta non è dovuta se è stata presentata denuncia penale per i reati di occupazione (art. 614, comma 2, c.p.) o per violenza privata (art. 633 c.p.), ma nel caso di specie non risultava alcuna denuncia penale agli atti. Per questi motivi l'accertamento IMU è stato ritenuto legittimo e l'appello del Comune è stato accolto. Spese compensate in considerazione dei diversi orientamenti giurisprudenziali.

Norme richiamate

  • art. 9 D.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    La norma è interpretata nel senso che la soggettività passiva IMU è dell'utilizzatore finché sussiste il vincolo negoziale; con la risoluzione giuridica del contratto la soggettività passiva retrocede al concedente, a prescindere dalla riconsegna materiale del bene.

  • art. 614, comma 2, c.p. (occupazione)

    Richiamato per affermare che l'imposta può non essere dovuta in presenza di denuncia penale per occupazione abusiva; tuttavia l'esenzione opera solo se la denuncia/azione penale è effettivamente avviata e risultante negli atti.

  • art. 633 c.p. (violenza privata)

    Richiamato come possibile fattispecie penalmente rilevante collegata all'occupazione abusiva, la cui esistenza (denuncia/azione) può incidere sull'obbligo tributario.

  • Cass. 13793/2019 (giurisprudenza di legittimità)

    Giurisprudenza interpretata nel senso che la cessazione giuridica del vincolo contrattuale determina il trasferimento della soggettività passiva al concedente anche se la riconsegna materiale del bene avviene successivamente; la mera detenzione senza titolo non mantiene lo status di soggetto passivo.

Massime di principio

  • Se un contratto di leasing è risolto per inadempimento, la soggettività passiva IMU torna al concedente dalla data di risoluzione giuridica, anche se il bene non è materialmente restituito.
  • La mera detenzione senza titolo (occupazione abusiva o trattenimento dell'utilizzatore dopo la risoluzione) non mantiene l'obbligo tributario in capo all'utilizzatore una volta cessato il vincolo negoziale.
  • L'esenzione dall'IMU per occupazione abusiva può operare solo se è stata effettivamente presentata denuncia penale o iniziata azione penale per i reati pertinenti; l'onere della prova della denuncia grava sul contribuente che la invoca.
  • In presenza di orientamenti giurisprudenziali non uniformi, il giudice può compensare le spese processuali.
  • In contenziosi simili è utile documentare la data e l'efficacia della risoluzione contrattuale e, se si invoca occupazione abusiva, produrre la denuncia penale o atti giudiziari che comprovino l'azione penale.

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