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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21448/2026 del 10/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità per reati in materia di stupefacenti. Dal testo emerge che il fatto contestato riguardava una cessione di hashish avvenuta in piazza Garibaldi a Livorno, osservata dagli operanti, i quali subito dopo avevano recuperato dall'acquirente 4,05 grammi di hashish e dall'imputato 305 euro in contanti, oltre ad altri 2,05 grammi di hashish. In seguito, nella disponibilità del prevenuto, era stato trovato altro hashish pari a 169,33 grammi, idoneo al confezionamento di 704 dosi singole, nonché un coltello e materiale per la preparazione e il confezionamento. Il ricorso sosteneva, in sostanza, censure sulla ricostruzione del fatto e sulla valutazione della prova, mirando a contestare l'affermazione di responsabilità; inoltre contestava il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto tali doglianze reiterative dei motivi di appello e dirette a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio, preclusa in sede di legittimità.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che le doglianze erano sostanzialmente una riproposizione dei motivi di appello e investivano profili di merito non scrutinabili in cassazione, poiché attinenti alla ricostruzione del fatto e alla valutazione delle prove. Ha inoltre ritenuto congrua e immune da manifesta illogicità la motivazione dei giudici di merito sulla responsabilità dell'imputato e sul diniego delle attenuanti generiche, fondato sui precedenti penali e sull'assenza di segni di resipiscenza. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/90

    Disposizione incriminatrice richiamata come base della condanna per la cessione e detenzione di hashish a fini di spaccio.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che emergano ragioni di esonero.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non possono essere riproposte censure che si risolvano nella contestazione della ricostruzione del fatto e della valutazione del materiale probatorio compiuta dai giudici di merito, salvo il controllo sulla tenuta logica e sulla coerenza della motivazione.
  • La motivazione dei giudici di merito sull'affermazione di responsabilità è insindacabile in cassazione quando risulti congrua, adeguata e priva di manifesta illogicità, essendo fondata su corretti criteri inferenziali e su massime di esperienza condivisibili.
  • Nel giudizio sulle attenuanti generiche, il diniego può essere legittimamente fondato su elementi negativi quali i precedenti penali e la mancanza di segni di resipiscenza, trattandosi di valutazione di merito non censurabile in cassazione se sorretta da motivazione logica.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo ragioni di esonero.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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