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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17052/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Nuzzi impugnava l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva rigettato la richiesta di detenzione domiciliare ai sensi degli artt. 47 ter Ord. pen. e 16 nonies d.l. n. 8/1991. Il ricorrente contestava violazione di legge e vizio di motivazione per travisamento dei fatti, denunciando che il Tribunale aveva fatto riferimento a circostanze errate e documentazione non corrispondente agli atti (errata indicazione della data di inizio della collaborazione con la giustizia; riferimento a una relazione della Casa circondariale di Monza quando invece la relazione era della Casa circondariale di Vicenza e dava parere favorevole; errata indicazione di sanzioni disciplinari e di restrizione carceraria). La difesa sottolineava anche il buon comportamento del detenuto, il parere favorevole dell'equipe di osservazione e trattamento di Vicenza e l'adesione a percorsi di risocializzazione e lavoro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di motivazione e travisamento. Ha accertato che il Tribunale aveva fatto riferimento impropriamente a una relazione di Monza mentre negli atti c'era la relazione di Vicenza, la quale esprimeva parere favorevole alla detenzione domiciliare (contrariamente a quanto riportato nell'ordinanza impugnata). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Roma.

Norme richiamate

  • art. 47-ter Ordinamento penitenziario

    Norma richiamata quale base normativa per la richiesta di detenzione domiciliare; la Corte ha valutato la legittimità della decisione del Tribunale rispetto alla documentazione di fatto senza entrare nel merito applicativo definitivo, annullando per travisamento degli atti.

  • art. 16-nonies del d.l. n. 8 del 1991

    Richiamata come norma normativa applicabile alle misure alternative/detenzione domiciliare; la sentenza evidenzia che la decisione sul beneficio deve essere motivata correttamente e fondarsi sui documenti prodotti.

Massime di principio

  • Se il giudice che decide su benefici penitenziari basa la motivazione su fatti o documenti errati o su relazioni non corrispondenti agli atti, la decisione può essere annullata per vizio di motivazione e travisamento.
  • Le relazioni dell'equipe di osservazione e trattamento e le informative del Servizio Centrale di Protezione sono elementi probatori rilevanti; il loro contenuto deve essere riportato correttamente e valorizzato nella decisione.
  • In ricorsi in Cassazione contro ordinanze di rigetto di misure alternative, è efficace contestare specificamente gli errori di fatto e la discordanza tra la motivazione e la documentazione in atti.
  • In presenza di travisamento documentale la Corte di Cassazione di frequente non decide nel merito ma annulla e rinvia per nuovo esame, ordìnando una nuova valutazione conforme alla corretta ricostruzione degli atti.
  • Per prevenire il rischio di travisamento è utile che la difesa indichi puntualmente le parti della documentazione ritenute erroneamente trascritte o omesse e chieda l'acquisizione/annotazione specifica in sede di merito.

Testo integrale

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