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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20608/2025 del 03/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per diffamazione a seguito della pubblicazione di un articolo sul Corriere della Sera ritenuto offensivo nei confronti di Marco Re Cecconi. Galli era l'autore dell'articolo (accusato di aver usato espressioni quali "pregiudicato" e "devastatore"); Fontana, in qualità di direttore responsabile, veniva contestata l'omessa vigilanza e la mancata pubblicazione della rettifica ai sensi dell'art. 8 legge n. 47/1948. In cassazione i difensori hanno dedotto violazione degli artt. 21 Cost., 51, 59, 595 c.p. (diritto di cronaca ed esclusione della responsabilità), mancanza dell'elemento soggettivo e applicabilità di cause di non punibilità (art. 131-bis c.p.), nonché l'obbligo di contestualizzare le espressioni nel tenore dell'articolo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati si sono estinti per remissione di querela: la parte offesa ha depositato la remissione a fine marzo 2025 e gli imputati l'hanno accettata, con conseguente estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 c.p. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la remissione accettata in pendenza del ricorso per cassazione determina l'estinzione del reato e va rilevata dal giudice di legittimità. È stata inoltre disposta la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • legge n. 47 del 1948, art. 8

    Obbligo di pubblicazione della rettifica; la mancata pubblicazione è stata considerata elemento a carico del direttore responsabile (Fontana) per omessa vigilanza.

  • Costituzione, art. 21

    Invocato dai ricorrenti quale tutela della libertà di stampa e diritto di cronaca; la Corte d'appello aveva ritenuto che il diritto di cronaca non giustificasse l'uso dei toni e delle espressioni adottate.

  • codice penale, art. 51

    Richiamato come scriminante (legittimo esercizio di un diritto); la Corte territoriale aveva escluso l'applicabilità poiché i limiti della continenza e della correttezza informativa erano stati superati.

  • codice penale, art. 595

    Norma incriminatrice della diffamazione, applicata per le espressioni ritenute offensive nei confronti della persona offesa.

  • codice penale, art. 152

    La remissione di querela estingue il reato perseguibile a querela di parte; la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato in virtù della remissione tempestiva e dell'accettazione.

  • codice penale, art. 131-bis

    Invocato dai ricorrenti come causa di non punibilità (tenuità del fatto/veridicità della notizia); la questione non è stata valutata nel merito dalla Cassazione perché il reato è stato estinto per remissione di querela.

  • codice penale, artt. 1 e 57

    Richiamati nel ricorso in relazione alla responsabilità e alla pena del direttore; la Cassazione non si è pronunciata nel merito per effetto dell'estinzione del reato.

  • codice penale, art. 59, commi 1 e 4

    Richiamati dai ricorrenti (criteri di applicazione della pena); non valutati nel merito dalla Cassazione a causa dell'estinzione del reato.

  • codice di procedura penale, art. 340, comma 4

    Norma richiamata per la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali nonostante l'annullamento della sentenza per estinzione del reato.

  • Giurisprudenza (Sez. U. n. 24246/2004; Sez. 3 n. 9154/2020)

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e accettata determina l'estinzione del reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità.

Massime di principio

  • Se il reato è procedibile a querela di parte, una remissione di querela rituale e accettata dagli imputati estingue il reato anche se il procedimento è in Cassazione: il giudice di legittimità deve rilevarlo e dichiararlo, con annullamento della sentenza impugnata senza rinvio.
  • La remissione deve essere tempestiva, regolare e accettata espressamente dagli imputati; la sua efficacia prevale su questioni di ammissibilità o su eventuali difese sostanziali non ancora decise.
  • La valutazione del diritto di cronaca e delle scriminanti (es. art. 21 Cost., art. 51 c.p.) può incidere sulla responsabilità per diffamazione, ma non impedisce che la remissione di querela estingua il reato; pertanto, questioni sostanziali possono restare inedite se il processo viene estinto per remissione.
  • Il direttore responsabile di una testata può essere ritenuto colpevole per omissione di vigilanza e per il mancato rispetto dell'obbligo di rettifica ex art. 8 legge 47/1948; è importante documentare l'esistenza o l'assenza di controlli e la tempestiva pubblicazione di rettifiche.
  • Espressioni ingiuriose o qualificazioni negative (es. "pregiudicato", "devastatore") possono integrare diffamazione se superano i limiti della continenza e non sono sorrette da un quadro fattuale adeguato o da un interesse pubblico esercitato correttamente.
  • In situazioni analoghe, anche se si ritiene di avere una valida linea difensiva basata sul diritto di cronaca o sulla veridicità dei fatti, è possibile che la remissione della querela da parte della persona offesa determini la chiusura del procedimento prima che tali questioni vengano definitivamente risolte.

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