Cassazione Penale, Sentenza n. 33777/2025 del 14/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Firenze che aveva rigettato la richiesta di convalida dell'arresto. L'indagato è accusato di resistenza a pubblico ufficiale perché, non fermandosi all'alt degli agenti, è fuggito a bordo della propria autovettura percorrendo a forte velocità e a fari spenti la via centrale del Comune di Signa, ha terminato la corsa urtando un immobile e ha poi proseguito la fuga a piedi. Il ricorrente ha censurato la decisione del giudice di convalida sostenendo che questi ha oltrepassato i limiti della verifica propria della convalida, sovrapponendo un giudizio di merito sulla percezione del pericolo da parte degli agenti invece di limitarsi a valutare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi conosciuti nell'immediatezza.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore generale ritenendolo fondato. Ha ricordato che in sede di convalida l'operato della polizia giudiziaria va valutato con il criterio della ragionevolezza in relazione agli elementi noti all'epoca e non con riguardo alla gravità indiziaria o alla responsabilità dell'indagato. Ha osservato che la condotta dell'indagato (fuga in auto con manovre pericolose che possono mettere in pericolo altri utenti della strada) rientra nella fattispecie della resistenza a pubblico ufficiale ai sensi dell'art. 337 c.p., anche quando il pericolo non sia diretto esclusivamente verso gli inseguitori. Conseguentemente la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza di non convalida, ritenendo legittimo l'arresto.
Norme richiamate
Richiamato come termine procedurale da verificare in sede di convalida; la Corte indica che il giudice deve accertare l'osservanza dei termini previsti prima di valutare la legittimità dell'arresto.
Richiamato tra i termini procedurali rilevanti per la convalida dell'arresto; la valutazione dell'operato della polizia giudiziaria deve rispettare i limiti temporali e procedurali indicati dalla norma.
Richiamato nel quadro della verifica della sussistenza dello stato di flagranza e dei reati ipotizzabili; serve come riferimento per i reati indicati che possono giustificare l'arresto in flagranza.
Richiamato assieme all'art. 380 per delimitare le ipotesi di reato rilevanti nella valutazione della convalida; la Corte sottolinea che la verifica in convalida non deve trasformarsi in un esame della gravità indiziaria.
Interpretato nel senso che la resistenza a pubblico ufficiale può integrarsi anche con la condotta di fuga alla guida di un'autovettura che deliberatamente pone in pericolo l'incolumità di altri utenti della strada; non è necessario che il pericolo sia diretto unicamente contro gli inseguitori.
Massime di principio
- In sede di convalida dell'arresto il giudice deve limitarsi a valutare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi conosciuti nell'immediatezza, senza entrare nel merito della gravità indiziaria o della responsabilità dell'indagato.
- La verifica del giudice della convalida si misura sul criterio della ragionevolezza dell'azione degli agenti e sullo stato di flagranza e sulle ipotesi di reato prevedibili all'epoca, non su accertamenti probatori approfonditi.
- La fuga a bordo di un'autovettura, se condotta in modo pericoloso e tale da mettere deliberatamente a rischio l'incolumità di altri utenti della strada, può integrare il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.).
- Se il giudice di merito travalica i limiti della convalida rigettando l'arresto per valutazioni di merito sulle condizioni di fatto percepite dagli agenti, il pubblico ministero può impugnare e la Corte può annullare l'ordinanza senza rinvio quando la questione riguarda solo la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria.
- Per i soggetti delle forze dell'ordine: documentare tempestivamente e in modo dettagliato le circostanze e gli elementi conosciuti nell'immediatezza (velocità, luci, manovre, danni, comportamento del fermato) per fondare una eventuale richiesta di convalida; per il difensore: richiamare i limiti della convalida e, se opportuno, separare le questioni di legittimità dell'arresto da quelle di responsabilità penale.
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