Cassazione Civile, Sentenza n. 7415/2023 del 14/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La controversia trae origine dal parziale crollo di un solaio al 7° piano (29/09/2004). Ermelinda Genovese agì in giudizio (2007) contro il Condominio e i fratelli Consonni; il Condominio chiese garanzia all'assicurazione (INA/Generali) e i Consonni chiesero garanzia nei confronti di Tecnopur (lavori di impermeabilizzazione). In primo grado il Condominio fu condannato (circa €208.000) come custode ex art. 2051 c.c. per lavori di sopraelevazione, con accoglimento della domanda di garanzia nei confronti dell'assicurazione e rigetto della domanda verso Tecnopur. In appello si accertò corresponsabilità in solido al 50% tra Condominio e Consonni e fu invece rigettata la garanzia assicurativa per effetto dell'art. 25 delle condizioni di polizza (esclusione per danni da lavori di sopraelevazione). I Consonni proposero ricorso per cassazione articolando quattro motivi (omessa pronuncia su litispendenza/giudicato anteriore; errata applicazione di norme sul giudicato; errata imputazione di responsabilità come proprietari/custodi della sopraelevazione; mancato riconoscimento di corresponsabilità dell'attrice). Il Condominio presentò ricorso incidentale con più motivi, fra cui censura dell'applicazione dell'art. 2051 e della valutazione delle prove, e contestazione dell'interpretazione della clausola di esclusione assicurativa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale dei Consonni sia il ricorso incidentale del Condominio. Motivazioni principali: (i) il precedente giudicato (Trib. Napoli n. 2615/2010) non aveva efficacia sul presente giudizio perché non c'è identità di parti e, soprattutto, non identità dell'oggetto (diritto dedotto in giudizio) — il giudicato riguarda diritti, non meri fatti; (ii) la Corte d'appello ha correttamente applicato l'art. 2051 c.c. imputando responsabilità oggettiva ai custodi (proprietari dell'appartamento sopraelevato) in presenza di vizi di costruzione della sopraelevazione; (iii) le deduzioni dei ricorrenti che miravano a rimettere in discussione gli accertamenti di fatto (sulla c.t.u.) non superano il sindacato di legittimità; (iv) la clausola di esclusione della polizza (art. 25) è stata interpretata congruamente dal giudice del merito e non rientra nelle clausole che richiedono la doppia sottoscrizione ex art. 1341 c.c.; pertanto la garanzia assicurativa è esclusa. Esito pratico: rigetto dei ricorsi; condanna in solido delle parti ricorrenti al rimborso delle spese in favore delle controricorrenti (liquidate rispettivamente in €8.000 + €200 per Genovese e €6.000 + €200 per Generali) e accertamento degli oneri contributivi per il contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.p.r. 115/2002 e successive modifiche.
Norme richiamate
Responsabilità oggettiva del custode della cosa che ha cagionato il danno; la proprietà dell'appartamento sopraelevato può qualificare i Consonni come custodi; sul custode grava l'onere di provare il caso fortuito (imprevedibilità e inevitabilità) per escludere la responsabilità.
Il 'fare stato' del giudicato riguarda diritti e non semplici fatti: un accertamento precedente sullo stesso evento non si trasferisce automaticamente se non sussistono identità di parti e di oggetto (diritto dedotto in giudizio).
Obbligo del giudice di pronunciarsi sulle eccezioni processuali (es. litispendenza); l'omessa pronuncia può essere rilevata e riqualificata in sede di legittimità, ma non sempre conduce alla cassazione se il difetto non incide sull'esito sostanziale.
Potere della Corte di cassazione di correggere, per ragioni di economia processuale, la motivazione della sentenza impugnata anche riguardo ad errores in procedendo, quando ciò non modifichi il risultato sostanziale.
Norma sul concetto di parti comuni dell'edificio (es. solaio di copertura); la Corte ha ritenuto che la sopraelevazione abbia inciso su elementi riconducibili alla proprietà condominiale, giustificando il rilievo della responsabilità del Condominio.
Richiamata nella discussione sulla presunta corresponsabilità e sulla presunzione di comproprietà del solaio; la Corte ha ritenuto che la semplice presunzione di comproprietà non comporti automaticamente una suddivisione della responsabilità al 50% quando gli accertamenti di fatto indicano altrimenti.
Richiamato con riferimento alla ripartizione della responsabilità e al concorso di colpa; la Corte ha confermato che la valutazione della responsabilità deve seguire gli accertamenti di causa e nesso causale e non semplici ricostruzioni presuntive.
Riguardano l'approvazione di clausole vessatorie e il requisito della specifica sottoscrizione. La Corte ha ritenuto che la clausola di esclusione della polizza (art.25 condizioni generali) non rientri tra le clausole che richiedono la doppia sottoscrizione ai sensi dell'art.1341 co.2, essendo una clausola che determina il contenuto della prestazione principale dell'assicuratore.
Norme sul libero convincimento del giudice derivante dalla valutazione della prova; la Corte ha richiamato che la ricostruzione probatoria di merito non è sindacabile in cassazione salvo travisamento o mancanza di motivazione.
art. 13, co. 1-quater d.p.r. 115/2002 (e art.1-bis richiamato)
Norme relative al contributo unificato e alle eventuali somme dovute per il ricorso in cassazione; la Corte ha accertato l'esistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti.
Massime di principio
- La responsabilità ex art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo: chi è custode della cosa dannosa (anche il proprietario dell'appartamento sopraelevato) può essere ritenuto responsabile salvo che provi il caso fortuito con i caratteri di imprevedibilità/inevitabilità.
- Un precedente giudicato relativo allo stesso fatto non vincola automaticamente se non vi è identità di parti e soprattutto identità dell'oggetto (diritto) – la res iudicata riguarda diritti, non meri fatti.
- Le questioni relative alla valutazione delle prove e agli accertamenti di fatto sono di esclusiva competenza del giudice di merito e la Cassazione interviene solo per travisamento probatorio, mancanza o illogicità della motivazione.
- La responsabilità del condominio può emergere quando lavori o sopraelevazioni interessano parti comuni (es. solaio di copertura) e quando l'assemblea/condominio non ha impedito o preso cautele per evitare opere che rendano la struttura non idonea.
- Le clausole di esclusione della copertura assicurativa relative a lavori di sopraelevazione possono escludere la garanzia; non tutte le limitative richiedono la firma specifica ai sensi dell'art. 1341 c.c.: va valutata la loro natura rispetto alla prestazione principale dell'assicuratore.
- La deduzione di litispendenza o dell'esistenza di un giudicato deve essere tempestiva e precise: l'omessa pronuncia sull'eccezione può essere censurata, ma non sempre muta l'esito quando la sostanza giuridica del caso non sarebbe diversa.
- La richiesta di ripartizione automatica della responsabilità (es. riduzione al 50% per presunzione di comproprietà del solaio) non prevale sugli accertamenti tecnici e sul nesso causale: l'imputazione percentuale della responsabilità dipende dalla ricostruzione fattuale probatoria.
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