Cassazione Penale, Sentenza n. 31365/2022 del 22/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore Generale impugnava la sentenza della Corte d'appello di Genova che aveva assolto lemmi Roberto dai reati di resistenza a pubblico ufficiale (capo a), lesioni personali volontarie (capo b) e rifiuto di sottoporsi al test alcolometrico (capo c). Il ricorso articolava due motivi principali: (1) violazione dell'art. 393-bis c.p., sostenendo che la Corte d'appello aveva erroneamente applicato la causa di non punibilità per reazione ad atti arbitrari dei pubblici ufficiali (anche nella forma putativa), e che l'eccesso dei pubblici agenti non sarebbe stato tale da giustificare la reazione dell'imputato; (2) violazione di legge con riguardo al rifiuto di sottoporsi al test alcolometrico (art. 186 c.d.s.), sostenendo che il rifiuto integra il reato al momento della condotta dell'agente e non può essere giustificato da successiva accertata illegittimità percepita dal soggetto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito secondo cui le prove e la ricostruzione fattuale mostravano una sostanziale inattendibilità delle deposizioni dei pubblici agenti e circostanze che giustificavano la reazione dell'imputato. La Suprema Corte ha confermato che l'art. 393-bis c.p. è una causa di giustificazione che può operare anche in forma putativa quando il soggetto abbia allegato dati concreti a fondamento di un ragionevole convincimento di trovarsi di fronte ad un atto arbitrario; inoltre ha riaffermato l'interpretazione costituzionalmente orientata che contempla l'applicabilità dell'istituto anche in presenza di atto oggettivamente illegittimo per modalità di attuazione. In conclusione le assoluzioni pronunciate in appello sono state confermate.
Norme richiamate
Riconosciuta come causa di giustificazione (non mera causa di non punibilità formale) che può operare anche nella forma putativa: la reazione al pubblico ufficiale è giustificata quando l'atto di quest'ultimo risulti oggettivamente illegittimo per modalità o quando il privato abbia dati concreti che lo inducano ragionevolmente a percepirlo come atto arbitrario
art. 59 cod. pen. (comma quarto, putatività della scriminante)
La Corte ha ammesso l'applicazione in forma putativa della causa di giustificazione prevista dall'art. 393-bis quando il soggetto fondi la sua percezione su elementi concreti e ragionevoli
art. 4 d.Lgt. 14 settembre 1944, n. 288 (richiamato dalla giurisprudenza)
Norma storicamente richiamata per il principio sulla reazione ad atti arbitrari; la giurisprudenza e la Corte costituzionale impongono una lettura che può ricomprendere l'illegittimità oggettiva delle modalità di esercizio dell'autorità
sentenza Corte Costituzionale n. 140 del 1998
Rilevata come supporto per un'interpretazione ampia dell'esimente: arbitrarietà eccesso dalle attribuzioni possono essere considerati, anche senza elemento soggettivo doloso, nel senso che modalità gravemente difformi dall'esercizio della funzione rendono illegittimo l'atto
art. 186 c.d.s. (rifiuto di sottoporsi al test alcolometrico) / art. 187 c.d.s. citati nel testo
Il ricorso del Procuratore aveva chiesto annullamento con riferimento a questa fattispecie; la Corte ha però confermato la valutazione di merito che, nel contesto probatorio (assenza di segni effettivi di ubriachezza e accertamento negativo in ospedale), giustificava l'assenza di responsabilità per il rifiuto nella forma dolosa invocata dal ricorrente
art. 13 d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 e legge 7 agosto 1990, n. 241 (richiamate come principi di correttezza dell'azione amministrativa)
Richiamate a sostegno del principio che l'azione dei pubblici ufficiali deve rispettare doveri di correttezza e civiltà, tali da influire sulla valutazione dell'arbitrarietà dell'atto
Massime di principio
- La reazione del privato a un atto del pubblico ufficiale può essere giustificata non solo quando l'atto sia dolosamente arbitrario, ma anche quando l'atto risulti oggettivamente illegittimo per modalità di esecuzione (interpretazione costituzionalmente orientata).
- La causa di giustificazione prevista dall'art. 393-bis c.p. può operare anche in forma putativa: se il soggetto ha dati concreti che gli consentono di formare un ragionevole convincimento di trovarsi dinanzi a un atto arbitrario, la sua reazione può ritenersi giustificata.
- La valutazione della giustificazione è strettamente collegata alla ricostruzione fattuale e alla credibilità delle prove; elementi come l'assenza di verbali di perquisizione, richieste di cancellare documentazione (foto), o l'impossibilità di contattare un difensore possono indebolire la posizione degli operanti e legittimare la percezione di vessatorietà.
- Il rifiuto di sottoporsi al test alcolometrico può integrare reato se è doloso e non giustificato; tuttavia, in presenza di circostanze che rendono ragionevole la percezione di comportamento arbitrario da parte degli agenti, la punibilità del rifiuto può essere esclusa sulla base della medesima causa di giustificazione o della sua forma putativa.
- In casi simili è fondamentale documentare tempestivamente i fatti (fotografie, chiamate, testimoni) e segnalare eventuali violazioni procedurali: questi elementi possono determinare l'esito favorevole alla parte che sostiene di aver subito un atto arbitrario.
- La distinzione tra 'illegittimità oggettiva' e 'arbitrarietà soggettiva' è rilevante ma non univoca: la giurisprudenza consente una lettura che tutela il cittadino anche quando l'arbitrarietà si manifesta principalmente nelle modalità di esercizio dell'autorità, senza richiedere sempre la prova di un dolo del pubblico ufficiale.
- La prova della condotta e delle sue modalità resta in capo all'accusa; dubbi sulla correttezza e proporzionalità dell'intervento degli agenti possono portare all'esclusione della responsabilità penale per il privato che ha reagito.
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