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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3314/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Giudice per le indagini preliminari di Foggia (28/05/2019), resa in esito a patteggiamento ai sensi dell'art. 444 c.p.p., per omessa applicazione della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida prevista dall'art. 186 Codice della Strada (comma 2-bis), nonostante il conducente avesse un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e avesse provocato un incidente stradale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore Generale e ha annullato senza rinvio la parte della sentenza impugnata relativa all'omessa applicazione della revoca della patente. La Corte ha applicato direttamente la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente ai sensi dell'art. 620, lettera l, c.p.p., ritenendo che, quando sussistono i presupposti di cui all'art. 186 C.d.S. (tasso alcolemico > 1,5 g/l e incidente provocato), la revoca sia obbligatoria. Decisione resa a Roma il 20 gennaio 2022.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Procedura di patteggiamento: il fatto che la pena sia concordata non esime il giudice dall'applicare sanzioni amministrative accessorie che la legge prevede in modo automatico quando ne ricorrono i presupposti.

  • art. 186 Codice della Strada (commi 2, lettera C, 2-bis, 2-sexies)

    qualora il conducente in relazione al quale sia stato accertato un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/I abbia provocato un incidente, la patente di guida é sempre revocata.

    La Corte ha interpretato il comma 2-bis come disposizione di efficacia vincolante e automatica: se è accertato un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e il conducente ha provocato un incidente, la revoca della patente è obbligatoria.

  • art. 620, lettera l, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione, in sede di annullamento senza rinvio, di provvedere direttamente alle conseguenze che risultano necessarie (in questo caso applicare la sanzione amministrativa omessa dal giudice di merito).

Massime di principio

  • Il patteggiamento ai sensi dell'art. 444 c.p.p. non impedisce l'applicazione di sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge quando i presupposti si verificano; il giudice deve comunque disporle.
  • Ai sensi dell'art. 186 C.d.S., comma 2-bis, la revoca della patente è obbligatoria quando il conducente ha un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e ha provocato un incidente; in tali casi la misura è automatica e non soggetta a valutazione discrezionale.
  • Se il giudice di merito omette un obbligo di legge di applicare una sanzione amministrativa automatica, la Cassazione può annullare senza rinvio e applicare direttamente la sanzione mancante ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe concentrarsi sulla contestazione dei presupposti della sanzione automatica (es. attendibilità del rilevamento del tasso alcolemico, nesso di causalità con l'incidente) perché, se i presupposti sono accertati, l'applicazione della sanzione è obbligatoria.
  • Verificare sempre la normativa speciale (Codice della Strada) per eventuali sanzioni amministrative obbligatorie che si attivano indipendentemente dall'esito del procedimento penale principale.

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