Cassazione Penale, Sentenza n. 44222/2022 del 21/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il ricorso avverso il sequestro preventivo finalizzato alla confisca su beni mobili, immobili, quote societarie, imprese e complessi aziendali ritenuti nella disponibilità della ricorrente. La censura principale denunciava: carenza assoluta di motivazione in relazione al periculum in mora; mancata e insufficiente dimostrazione della sproporzione tra valore dei beni sequestrati e profitto/prezzo del reato; assenza di nesso specifico e documentato tra partecipazione associativa (o reati contestati) e formazione/gestione del patrimonio aziendale; mancata indicazione, per ciascun bene, della tipologia di confisca richiamata (confisca allargata ex art. 240-bis o confisca obbligatoria ex art. 416-bis comma 7) e mancata applicazione del principio di proporzionalità nella determinazione della portata dell'ablazione.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha disposto l'annullamento con rinvio limitatamente ai punti in cui l'ordinanza del Tribunale del Riesame mostrava deficit motivazionali e violazioni di legge: in particolare la mancata specificazione del nesso concreto tra delitto di associazione mafiosa e le aziende sequestrate, la carenza della motivazione sul periculum in mora (obbligo esteso dalla giurisprudenza recente anche ai sequestri funzionali alla confisca) e l'assenza di una verifica di proporzionalità/adeguatezza/gradualità riguardo all'ablazione dell'intero patrimonio aziendale. La Suprema Corte ha precisato i criteri applicabili (necessità di provare la mafiosità dell'impresa o una correlazione specifica e concreta fra gestione/attività d'impresa e attività dell'associazione; per la confisca allargata il raffronto va fatto ai singoli acquisti e serve una giustificazione credibile della provenienza lecita) e ha rimesso la decisione al giudice di rinvio per integrare la motivazione e ridefinire, se del caso, la portata del sequestro. Sono restate ferme, per la parte generica e non specificamente dedotta, alcune parti del provvedimento originario non ritenute energicamente censurabili nel merito.
Norme richiamate
L'obbligo motivazionale sul periculum in mora si applica anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la motivazione deve spiegare le ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto al giudizio di merito
art. 416-bis cod. pen., comma 7
La confisca obbligatoria per equivalente può colpire un'intera impresa solo se l'impresa è qualificabile come mafiosa o vi è una correlazione specifica e concreta tra la gestione/attività dell'impresa e le attività dell'associazione mafiosa; la mera partecipazione dell'amministratore non basta
La confisca allargata richiede la prova della sproporzione tra reddito dichiarato e acquisti, con raffronto compiuto al momento dei singoli acquisti, e la dimostrazione di una giustificazione credibile della provenienza lecita dei beni
Il ricorso in Cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso per violazione di legge; la Corte interviene quando la motivazione è del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza e ragionevolezza
Principio di proporzionalità (art. 3 e art. 42 Cost., giurisprudenza CEDU/UE)
Le misure reali cautelari devono rispettare proporzionalità, adeguatezza e gradualità; occorre valutare l'incidenza sulla proprietà e sulla libertà di iniziativa economica e scegliere la misura meno invasiva compatibile con l'obiettivo cautelare
Sez. U, Montella n. 920/2004 (giurisprudenza)
Conferma il principio che, per la confisca allargata, la sproporzione va accertata con riferimento ai singoli acquisti e che la giustificazione della liceità della provenienza dei beni richiede una prova positiva
Sez. U, Ellade n. 36959/2021 (giurisprudenza)
Estende l'obbligo motivazionale circa il periculum in mora a tutti i sequestri preventivi funzionali alla confisca e fissa il paradigma interpretativo costituzionalmente orientato che impone una spiegazione prognostica della necessitaà dell'anticipazione ablativa
Massime di principio
- Il periculum in mora deve essere motivato in modo specifico anche nei sequestri preventivi finalizzati alla confisca: non è sufficiente richiamare la generica confiscabilità del bene
- Per sequestrare e confiscare un'intera impresa ai sensi dell'art. 416-bis comma 7 occorre dimostrare che l'impresa sia mafiosa o che vi sia un collegamento concreto e diretto tra l'attività d'impresa e l'attività dell'associazione; la sola condanna dell'amministratore non automatizza l'ablazione
- Nelle confische allargate (art. 240-bis) la sproporzione va valutata rispetto ai singoli acquisti e serve una prova positiva della lecita provenienza dei beni per escludere l'ablazione
- Il giudice deve applicare il test di proporzionalità (adeguatezza, necessità, gradualità) nella scelta e nella portata delle misure reali cautelari, privilegiando misure meno intrusive se sufficienti
- Quando beni sono intestati a terzi, il giudice deve valutare la sussistenza di intestazione fittizia e il reale controllo del soggetto imputato; ma anche in questa ipotesi è necessario motivare il nesso tra beni e attività delittuosa
- Se la motivazione del sequestro è generica o mancante sui punti essenziali (periculum, nesso con il reato, proporzionalità), la Cassazione può annullare e rinviare per integrare il provvedimento
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