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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19127/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di secondo grado: Somma deduce violazione e falsa applicazione della norma penale e processuale per avere la Corte confermato la sua responsabilità per ricettazione nonostante, secondo il ricorrente, mancasse la prova del reato presupposto (furto denunciato in Belgio), essendo l'accertamento fondato solo sulla segnalazione SIRENE; Rago deduce (i) vizio di motivazione per l'accertamento della sua concorrenza nella ricettazione, senza prova di un apporto materiale effettivo alla ricezione del veicolo, e (ii) violazione di legge per il mancato espresso motivo di rigetto della richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena da parte della Corte territoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, tranne il secondo motivo proposto da Rago relativo alla omessa motivazione del rigetto della sospensione condizionale della pena. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo di Somma e carente di specificità il primo motivo di Rago; ha però accolto la doglianza relativa alla mancata motivazione sul diniego della sospensione condizionale per Rago, annullando la sentenza limitatamente a quel punto e rinviando per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Napoli. Il ricorso di Somma è dichiarato inammissibile e Somma è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 163 cod. pen.

    Norma citata in relazione al calcolo e ai limiti delle pene quando si valuta la sospensione condizionale; utilizzata insieme all'art. 164 per determinare la sussistenza delle condizioni per la sospensione.

  • art. 164 cod. pen.

    Disciplina i requisiti per la concessione della sospensione condizionale della pena; la Corte osserva che, se l'imputato chiede esplicitamente il beneficio e ricorrono le condizioni, il giudice d'appello deve motivare il mancato riconoscimento.

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.; artt. 581, 591 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate per la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi per manifesta infondatezza o per difetto di specificità dei motivi di impugnazione.

  • Giurisprudenza di Sez. 2, n. 42052 del 19/06/2019 e Sez. U, n. 22533 del 25/10/2018

    Principi richiamati: (i) per la ricettazione è sufficiente che il fatto presupposto non sia stato definitivamente escluso e che il giudice procedente ne abbia incidentalmente ritenuta la sussistenza su base logica; (ii) mancata motivazione sul diniego della sospensione condizionale integra vizio quando la richiesta è stata esplicitamente formulata e il beneficio appare astrattamente concedibile.

Massime di principio

  • La mera annotazione della denuncia di furto nel sistema SIRENE può costituire elemento logico per ritenere la provenienza da reato della cosa ricevuta, purché il delitto presupposto non sia stato definitivamente escluso in sede giudiziale.
  • Il possesso di un bene provento di furto è neutro di per sé; occorrono elementi ulteriori che colleghino il detentore al furto per fondare una condanna per ricettazione.
  • Se l'imputato chiede espressamente la sospensione condizionale della pena, il giudice d'appello è tenuto a motivare il rigetto; l'assenza di motivazione su tale punto può determinare l'annullamento parziale e il rinvio.
  • I ricorsi per cassazione devono essere specifici: motivi generici o privi di adeguata argomentazione vengono dichiarati inammissibili per difetto di specificità o manifesta infondatezza.
  • Un annullamento parziale può essere disposto solo sul profilo specifico viziato (qui: mancanza di motivazione sul diniego del beneficio), senza incidere sull'accertamento di responsabilità ormai irrevocabile.

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