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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6580/2022 del 23/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma della condanna per tentata rapina: si deduceva l'inutilizzabilità della prova consistente nell'indicazione del numero di targa fornita da un soggetto non identificato (testimonianza de relato), la mancata escussione di tale fonte avrebbe reso la targa non utilizzabile; inoltre si contestava che la condotta fosse al massimo concorso morale e non tentata rapina, e si contestava il diniego delle attenuanti generiche (art.114 c.p. e art.62-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la testimonianza de relato è stata correttamente valutata: l'assunto di inutilizzabilità non opera automaticamente quando la fonte non è identificata, ma solo se l'omessa identificazione rende impossibile discutere sull'esistenza e attendibilità della fonte; nel caso specifico la persona offesa e il teste hanno spiegato come si era ottenuta la targa e la difesa non ha chiesto l'escussione della fonte, quindi non poteva invocare l'inutilizzabilità. Sul merito la Corte ha ritenuto provato il concorso materiale dell'imputato nella tentata rapina, avendo egli messo a disposizione l'autovettura (di cui aveva la disponibilità) per garantire la fuga e non avendo fornito spiegazioni alternative. Le attenuanti generiche sono state esclusi per la gravità della condotta e l'assenza di segni di resipiscenza. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Richiamato nel ricorso in riferimento ai limiti probatori; la Corte non ha ritenuto violata la regola sulla utilizzabilità delle prove perché la testimonianza de relato è stata ritenuta valutabile alla luce degli elementi disponibili.

  • art. 195 cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato il comma 7 (divieto della testimonianza indiretta) alla luce della giurisprudenza: il divieto non opera automaticamente se l'assenza di identificazione della fonte non impedisce di valutare esistenza e attendibilità della stessa; inoltre è rilevante la mancata richiesta difensiva di escussione della fonte, che equivale a rinuncia.

  • art. 114 cod. pen.

    La norma sulle circostanze attenuanti generiche è stata esclusa implicitamente dal giudice per la gravità oggettiva della condotta e la mancanza di elementi di resipiscenza.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Riferita in relazione al riconoscimento di attenuanti previste per il reo; la Corte ha ritenuto non sussistenti motivi tali da riconoscere le attenuanti richieste.

Massime di principio

  • La testimonianza de relato può essere valutata e utilizzata se, nonostante l'assenza dell'escussione diretta della fonte, esistono elementi certi che consentono di verificare l'esistenza e l'attendibilità della fonte stessa.
  • La mancata richiesta difensiva di escutere la fonte diretta può essere considerata una rinuncia e impedire di invocare successivamente l'inutilizzabilità della dichiarazione de relato.
  • La disponibilità del mezzo usato per la fuga e l'assenza di spiegazioni alternative possono configurare un apporto materiale al reato (concorso materiale) anche se l'imputato non ha materialmente compiuto l'aggressione.
  • Per il riconoscimento delle attenuanti generiche il giudice valuta la gravità oggettiva della condotta e gli elementi soggettivi: comportamenti particolarmente violenti o assenza di segni di ravvedimento possono giustificare il diniego delle attenuanti.
  • Un ricorso per violazioni processuali relative alla utilizzabilità di prove deve dimostrare che l'impiego di quelle prove ha effettivamente pregiudicato il diritto di difesa o che era materialmente impossibile verificarne l'attendibilità; mere possibilità alternative non sono sufficienti.

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