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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46543/2022 del 09/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva parzialmente riformato la decisione di primo grado, dichiarando l'estinzione per prescrizione del delitto di lesioni (capo B) e confermando la responsabilità per rapina aggravata con rideterminazione della pena. Il ricorrente, tramite il difensore Avv. Emilio Siviero, deduceva violazione e erronea applicazione degli artt. 628 cod.pen. e 192 cod.proc.pen. e denuncia la manifesta illogicità della motivazione. In sostanza la difesa contestava che la condanna per rapina fosse fondata su ragionamenti ipotetici e su indizi insufficienti: la descrizione del rapinatore era inconcludente e parzialmente incompatibile, gli spostamenti risultanti dall'analisi delle celle telefoniche non dimostravano con certezza la presenza in Via Cerulli, la presunta falsità della denuncia di furto della Smart non sarebbe provata in modo univoco e mancavano attività investigative (individuazione personale, rilevazione dattiloscopica) che avrebbero potuto chiarire la responsabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza delle doglianze ritenendo che il compendio indiziario valutato dalle sentenze di merito fosse sorretto da inferenze logiche corrette e da motivazione coerente. La Corte ha condiviso la ricostruzione fattuale dei giudici di merito: riprese video che collocavano una Smart nera e uno scooter nella zona e gli spostamenti temporali compatibili con la rapina, il comportamento sospetto del conducente e l'investimento dell'App. Romano, elementi probatori relativi alla presunta falsità della denuncia di furto (assenza di segni di effrazione, possesso dell'unica chiave, interventi sul veicolo), corrispondenza di posta trovata nell'abitacolo e compatibilità dei dati delle celle telefoniche e dei caratteri fisiognomici. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Norma sostanziale sulla rapina: la Corte territoriale ha applicato tale norma ritenendo sussistente la rapina aggravata a carico del prevenuto; la Cassazione non ha ravvisato errori nell'applicazione ai fatti accertati.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma citata dal ricorrente in relazione a questioni di formazione e valutazione della motivazione; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la motivazione delle decisioni di merito fosse logica e coerente e conforme ai canoni probatori, quindi non violata.

Massime di principio

  • La valutazione di un quadro indiziario deve essere globale e coerente: singoli indizi deboli possono concorrere a costruire una prova convincente se tra loro concatenati da inferenze logiche e supportati da dati oggettivi (video, riscontri materiali, corrispondenza personale).
  • Analisi delle celle telefoniche e dati di localizzazione hanno valenza probatoria, ma la loro portata va circoscritta ai limiti tecnici: sono utili come elemento di contesto purché integrati con altri riscontri e non usati come unica prova dell'evento.
  • La presunzione di falsità di una denuncia (es. finto furto) può costituire elemento indiziario rilevante se supportata da riscontri materiali (assenza di effrazione, possesso della chiave, alterazioni del veicolo) che rendono plausibile la simulazione.
  • La testimonianza descrittiva del colpevole, pur se parziale o imprecisa, contribuisce al quadro probatorio se compatibile con altri elementi (caratteri fisiognomici, comportamenti rilevati, corrispondenze materiali).
  • La difesa che contesta l'indiziarietà dovrebbe indicare specifiche criticità probatorie o attività investigative mancanti e, se del caso, chiedere l'espletamento di accertamenti probanti (es. rilievi dattiloscopici, comparazioni video) per mettere in crisi la concatenazione indiziaria.
  • I giudici di merito devono motivare le inferenze tratte dagli indizi chiarendo il percorso logico; la Cassazione sindaca solo la manifesta illogicità o violazione delle regole logiche e giuridiche nella valutazione complessiva, non la valutazione libera della sana critica.

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