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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18816/2024 del 13/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Potenza sostenendo la violazione dell'art. 108 c.p.p.: a seguito del decesso del precedente difensore hanno nominato un nuovo difensore il 24/06/2023; il nuovo difensore ha chiesto il 26/06/2023 un termine a difesa e copia degli atti, ma gli atti sono stati consegnati via PEC il 30/06/2023, dopo l'udienza del 28/06/2023. Si deduce che il diritto di difesa è stato gravemente menomato e che il rigetto dell'istanza configurerebbe una nullità da regime intermedio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che, nell'udienza cartolare di appello fissata per trattazione scritta, al momento della richiesta (26/06/2023) il termine per depositare conclusioni o richiedere trattazione orale era già spirato secondo la disciplina emergenziale poi resa ordinaria dalla riforma. Pertanto non sussisteva diritto automatico alla concessione di un termine a difesa. La Corte ha richiamato orientamenti giurisprudenziali secondo i quali nel rito cartolare l'attività difensiva è prevalentemente scritta e il difensore nominato all'ultimo momento può limitarsi ad illustrare gli scritti già depositati. I ricorrenti non hanno allegato esigenze difensive specifiche (es. necessità di rimessione in termini o prove sopravvenute) tali da dimostrare una lesione concreta del diritto di difesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile/rigettato e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 108 cod. proc. pen.

    È richiamato quale norma relativa ai termini difensivi: il rigetto della richiesta di termine non determina automaticamente nullità se non viene dimostrata una reale lesione del diritto di difesa.

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Richiamato per affermare che la facoltà prevista non corrisponde a un diritto automatico alla concessione di un termine a difesa nei due giorni antecedenti l'udienza cartolare.

  • artt. 110, 582, 585 cod. pen.

    Indicati come le norme penali per i reati per cui Franco e Michele Russo erano stati dichiarati colpevoli in primo e secondo grado.

  • Normativa emergenziale e riforma (c.d. riforma Cartabia)

    Il rito cartolare introdotto dalla normativa emergenziale e poi recepito dalla riforma valorizza gli scritti difensivi come cardine del contraddittorio in appello; ne deriva limitata possibilità di ottenere termini last-minute per difese nuove.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 5 n. 2655/2021; Sez. 1 n. 19784/2015; Sez. U. n. 155/2011; Sez. 6 n. 41381/2011)

    Giurisprudenza richiamata per sostenere che nel giudizio cartolare (anche di appello) non è dovuta la concessione di un termine a difesa in caso di nomina dell'ultimo momento e che il diniego di termini non costituisce nullità se non vi è concreta esigenza difensiva o pregiudizio.

Massime di principio

  • Nel rito cartolare d'appello la dialettica è centrata sugli atti scritti: la nomina di un nuovo difensore immediatamente prima dell'udienza non crea di per sé diritto a un termine supplementare a difesa.
  • Il diniego di termini a difesa non dà automaticamente luogo a nullità: occorre dimostrare una lesione concreta e specifica del diritto di difesa (es. impossibilità di dedurre prove sopravvenute o necessità di rimessione in termini).
  • Se si prende il mandato difensivo a ridosso dell'udienza cartolare, il nuovo difensore può al massimo illustrare e approfondire le questioni già contenute negli atti scritti; per ottenere un rinvio è necessario motivare esigenze difensive nuove e concrete.
  • Le richieste di copia degli atti e di termine devono essere tempestive: l'eventuale consegna tardiva degli atti non basta, salvo che si dimostri che la tardiva fruizione ha impedito un'effettiva possibilità difensiva non altrimenti esercitabile.
  • Quando si prospettano profili di nullità o vizio procedurale, è strategico documentare quali specifici diritti sostanziali siano stati compromessi (es. prova sopravvenuta, impedimento a esercitare deduzioni difensive essenziali).
  • In sede di impugnazione in Cassazione, è utile richiamare e confrontarsi con la giurisprudenza consolidata sul rito cartolare per argomentare l'esistenza o meno di pregiudizio per la difesa.

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