Cassazione Penale, Sentenza n. 18613/2024 del 13/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della conferma della condanna per due episodi di coltivazione/traffico di sostanze stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Due censure principali: 1) dedotta illegittima declaratoria di inammissibilità della richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello (perizia chimica sul principio attivo/THC), con argomento che la Corte avrebbe erroneamente ritenuto mancante un'istanza ex art. 603 c.p.p.; 2) violazione e carenza di motivazione circa l'applicazione della legge n. 242/2016 (disciplinante la coltivazione di canapa industriale), poiché la difesa sosteneva non fosse provato che il contenuto di THC fosse superiore allo 0,6% e che la coltivazione fosse destinata a finalità agricole.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Sul primo motivo ha ritenuto la doglianza generica: il ricorrente non ha spiegato perché la perizia sarebbe stata assolutamente necessaria in appello rispetto alle risultanze univoche di primo grado (sequestro di 24 piante, THC risultato superiore ai limiti). Sul secondo motivo ha confermato la valutazione di merito: i giudici hanno valorizzato perquisizioni, successive acquisizioni (ulteriori semi, locali essiccatoi, steli in essiccazione), il peso e i valori di THC riscontrati, l'occultamento e l'atteggiamento non collaborativo dell'imputato, ritenendo provata la finalità di immissione sul mercato e l'assenza dei requisiti della legge 242/2016. Conseguenze: inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente alle spese processuali, obbligo di versare in favore della Cassa delle ammende la somma equitativamente determinata in euro 3.000.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
La coltivazione finalizzata alla produzione e immissione sul mercato di sostanze stupefacenti integra il reato previsto; i giudici hanno ritenuto configurabile il reato alla luce di dati probatori (peso, numero dosi, THC elevato, modalità di occultamento)
legge n. 242 del 2016
La norma disciplina la coltivazione della canapa per finalità agricole/industriali con limiti qualitativi (es. tenore di THC). Tuttavia, la sola iscrizione della varietà nel catalogo o l'acquisto lecito dei semi non escludono responsabilità penale se emerge una finalità diversa (commerciale/di spaccio) e se non sono rispettati i requisiti previsti
art. 603 cod. proc. pen.
Norma di riferimento per le richieste di rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Corte ha osservato che il ricorrente non ha adeguatamente documentato la necessità dell'acquisizione peritale in appello
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede l'onere per il ricorrente di sostenere le spese del procedimento per ricorso inammissibile; applicato per condannare il ricorrente alle spese
Direttiva 2002/53/CE del Consiglio
Riferimento tecnico alle varietà iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole; la semplice iscrizione non impedisce la verifica della reale destinazione d'uso
sentenza Sezioni Unite Corte di Cassazione n. 12602/2015
Precisa che la rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale, data la presunzione di completezza dell'istruttoria di primo grado; compete al giudice di appello valutare l'indispensabilità di nuova acquisizione probatoria
sentenza Sez. 4 Corte di Cassazione n. 16155/2021
Affermata la possibilità che la coltivazione di varietà iscritte al catalogo integri il reato di cui all'art. 73 se emergono elementi indicativi di finalità diversa da quella agricola/industriale
sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Riferimento giurisprudenziale citato in relazione all'applicazione della Cassa delle ammende e ai criteri per escludere dolo/collpa nella determinazione dell'obbligo, evitando sanzioni ulteriori quando non sussista colpa grave
Massime di principio
- La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello (es. perizia) deve indicare chiaramente e specificamente perché le risultanze di primo grado sono insufficienti e perché la nuova prova è imprescindibile; le censure generiche sono inammissibili.
- La legge sulla canapa industriale (l. 242/2016) non garantisce immunità penale automatica: occorre provare il rispetto dei requisiti (varietà, limiti di THC, finalità agricole/industriali). La mera iscrizione della varietà o l'acquisto di semi leciti non esclude responsabilità se emergono elementi che indicano una finalità di immissione sul mercato di stupefacenti.
- La valutazione del giudice di merito su elementi fattuali concreti (quantità, peso, valori di THC, modalità di occultamento, locali essiccatoi, comportamento non collaborativo) ha ampia discrezionalità e trova tipicamente conferma in sede di legittimità se motivata razionalmente.
- Nel processo penale, l'atteggiamento cooperativo dell'imputato e la trasparenza sui locali e sulle operazioni agricole sono elementi rilevanti per dimostrare una finalità lecita; il loro venir meno rafforza la tesi dell'illecito.
- Chi impugna una decisione con argomentazioni basate su norme di deroga o di settore (es. normativa sulla canapa) deve fornire un quadro probatorio puntuale che contrasti direttamente le risultanze di merito, indicando analisi chimiche, catena di custodia e documentazione tecnica.
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