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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10304/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del 01/08/2024 che ha dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Giudice di Pace di Leonforte del 16/04/2024, con cui era stato condannato a multa di euro 800 per il reato ex art. 633 c.p. e posto a risarcimento in favore della parte civile. L'unico motivo sostiene la errata applicazione dell'art. 37 d.lgs. 274/2000: secondo il ricorrente la Corte territoriale avrebbe dovuto coordinare tale norma con l'art. 574, comma 4, c.p.p., per cui l'impugnazione relativa alla responsabilita penale estende i suoi effetti alle statuizioni dipendenti, incluso il risarcimento del danno, anche se questo non sia stato espressamente impugnato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Ha affermato il principio che l'appello dell'imputato avverso la sentenza del giudice di pace che contenga una pena pecuniaria e statuizioni risarcitorie e che censuri l'affermazione della responsabilita penale e' ammissibile; l'art. 37 d.lgs. 274/2000 va coordinato con l'art. 574, comma 4, c.p.p., per cui l'impugnazione della responsabilita estende i suoi effetti ai punti civili dipendenti. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Enna per il prosieguo.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 274/2000, art. 37

    La norma disciplina l'impugnabilita delle sentenze del giudice di pace che infliggono pena pecuniaria. La Corte la coordina con l'art. 574 c.p.p. per stabilire che l'impugnazione della responsabilita penale estende i suoi effetti anche alle statuizioni civili dipendenti.

  • Codice di procedura penale, art. 574, comma 4

    Secondo la Corte, detta disposizione opera come regola estensiva: l'impugnazione relativa ai punti di sentenza sulla responsabilita dell'imputato si estende agli altri punti che dipendono da quelli, inclusi i provvedimenti sul risarcimento del danno.

  • Codice penale, art. 633

    Articolo richiamato in relazione al reato per cui il ricorrente era stato condannato; la sentenza di condanna penale costituisce il presupposto per la statuizione risarcitoria che, se dipendente dalla affermazione della responsabilita, e' investita dagli effetti dell'impugnazione della responsabilita stessa.

Massime di principio

  • Quando l'imputato impugna la parte di sentenza che afferma la sua responsabilita penale, l'impugnazione si estende anche alle statuizioni civili dipendenti (risarcimento), anche se queste ultime non sono state espressamente impugnate.
  • L'art. 37 d.lgs. 274/2000 deve essere interpretato in coordinamento con l'art. 574, comma 4, c.p.p.: non puo' determinare inammissibilita dell'appello per il solo fatto che la parte civile non sia stata espressamente impugnata, se l'appello censura la responsabilita penale.
  • Se l'appellante contesta esclusivamente la specie o l'entita della pena pecuniaria senza mettere in discussione l'affermazione della responsabilita, allora le statuizioni civili potrebbero non essere automaticamente coinvolte dall'impugnazione.
  • Le sentenze del giudice di pace che prevedono pena pecuniaria e risarcimento sono appellabili dal condannato quando l'impugnazione riguarda l'affermazione di responsabilita; il giudice di merito non deve dichiarare inammissibile l'appello per la mancata impugnazione espressa delle statuizioni civili.
  • In caso di annullamento da parte della Cassazione senza rinvio, gli atti vengono trasmessi al giudice competente (qui Tribunale di Enna) per il prosieguo del processo conforme al principio affermato.

Testo integrale

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