Cassazione Penale, Sentenza n. 757/2025 del 09/01/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di rinvio della Corte di Appello di Messina (29/11/2023) per più censure: 1) violazione del divieto di reformatio in peius e pretesa impossibilità per il giudice del rinvio di riqualificare il reato dal 346-bis (traffico di influenze) al più grave o diverso art. 319-quater (induzione indebita); 2) vizio di ricostruzione fattuale e difetto degli elementi strutturali dell'art. 319-quater (assenza di pressione, viceversa rapporto amicale e autonomia decisionale dell'indotto); 3) assenza di prova di un atto contrario ai doveri d'ufficio o di un vantaggio patrimoniale per integrare il 346-bis; 4) illegittimità del trattamento sanzionatorio per violazione del divieto di reformatio in peius quoad poenam (pena complessiva superiore al limite formato dalla precedente sentenza di appello); 5) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nonostante la personalità incensurata e la collaborazione processuale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di De Almagro (motivi manifestamente infondati o reiterativi) e ha rigettato la maggior parte dei motivi della Barrile, eccetto un accoglimento parziale sul trattamento sanzionatorio. Sul punto principale di qualificazione: la Cassazione ha ritenuto legittima la riqualificazione in sede di rinvio dall'art. 346-bis all'art. 319-quater, perché la questione era connessa all'annullamento che richiedeva la valutazione del materiale probatorio utilizzabile; ha confermato che l'induzione indebita si è concretizzata tramite la prospettazione di supporto politico da parte della Barrile al fine di ottenere l'assunzione di un terzo (Macrì) da parte del direttore amministrativo De Almagro, e che l'atto induttivo ha prodotto l'effetto richiesto. Ha altresì ritenuto infondati i motivi che attaccavano la ricostruzione di merito e il rigetto delle attenuanti. Sul punto della pena la Corte ha però annullato senza rinvio la parte della sentenza riguardante il trattamento sanzionatorio a carico della Barrile: ha rideterminato la pena per il reato residuo (art. 319-quater) al limite massimo compatibile con il divieto di reformatio in peius, cioè tre anni di reclusione (anziché tre anni e otto mesi). Per De Almagro è stata dichiarata l'inammissibilità del ricorso e lo stesso è condannato al pagamento di sanzione pecuniaria e spese; entrambi condannati in solido a rifondere le spese delle parti civili relativamente al capo h).
Norme richiamate
Delitto di induzione indebita a dare o promettere utilità: la Corte ha interpretato la norma nel senso che l'induzione può realizzarsi tramite l'abuso della qualità o delle potestà del pubblico agente e non richiede rapporto di subordinazione; è sufficiente una pressione non irresistibile che spinga l'indotto a cedere per ottenere un indebito vantaggio.
Traffico di influenze illecite: la norma era stata originariamente ritenuta dalla Corte di Appello, ma la Cassazione ha ritenuto possibile la ricognizione e la riqualificazione del fatto in 319-quater alla luce della riesamina probatoria disposta con l'annullamento.
artt. 624 e 627 cod. proc. pen.
Richiamati dalle difese in relazione alla violazione del principio del giudicato progressivo e della reformatio in peius; la Cassazione ha però ritenuto che, nel giudizio di rinvio, la riqualificazione era ammessa nella misura in cui la questione era connessa all'annullamento e alla verifica del materiale probatorio utilizzabile.
Richiamato dalle difese in tema di diritto di difesa e contraddittorio per la riqualificazione in sede di appello; la Cassazione ha richiamato l'annullamento per violazione delle intercettazioni ma ha ritenuto legittima la riesame complessivo in sede di rinvio.
art. 6 CEDU
Richiamato dalla difesa in ordine al diritto a un giusto processo e contraddittorio; la Corte ha ritenuto non violato tale diritto nella valutazione di rinvio.
Richiamato riguardo al principio dell'oltre ragionevole dubbio e al controllo della motivazione in Cassazione: la Corte ricorda che il sindacato in Cassazione non può rinnovare valutazioni di merito se adeguatamente motivate dal giudice di appello.
Richiamato in relazione al cumulo giuridico delle pene e agli aumenti per continuazione: la Corte ha spiegato che, nel rinvio, il giudice non può irrogare per il reato residuo una pena che, per specie e quantità, costituisca un aggravio rispetto all'esito più favorevole intervenuto in precedenti decisioni (divieto di reformatio in peius).
art. 623, lett. i) cod. proc. pen.
Norma che consente alla Corte di Cassazione, quando annulla senza rinvio la parte relativa al trattamento sanzionatorio, di procedere direttamente alla rideterminazione della pena; così operato per la Barrile rideterminando la pena a tre anni.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali in caso di ricorso inammissibile; applicata a carico di De Almagro con condanna pecuniaria.
Massime di principio
- In caso di annullamento con rinvio per questioni probatorie (es. utilizzabilità delle intercettazioni), il giudice del rinvio può riesaminare il quadro probatorio e, se la questione lo richiede, procedere anche a diversa qualificazione giuridica dei fatti connessi all'oggetto dell'annullamento, purché non comporti un aumento della pena oltre il limite imposto dal divieto di reformatio in peius.
- Il delitto di induzione indebita (art. 319-quater) può essere integrato anche attraverso l'abuso della qualità o della prospettazione di potere di influenza: non è richiesta coercizione né un rapporto di subordinazione, ma una pressione idonea a incidere sulla libera autodeterminazione dell'indotto e a perseguire un indebito vantaggio.
- La Corte di Cassazione limita il suo sindacato sulle ricostruzioni di fatto: le doglianze di merito sono inammissibili se reiterative o se la Corte d'appello ha fornito una motivazione non manifestamente illogica; per ottenere accoglimento in Cassazione è necessario evidenziare vizi giuridici o contraddizioni nella motivazione.
- Il divieto di reformatio in peius quoad poenam impone che, nel giudizio di rinvio conseguente all'impugnazione dell'imputato, la pena per il reato residuo non possa superare l'esito più favorevole intervenuto nelle precedenti decisioni di merito conseguenti alla sola impugnazione dell'imputato; ciò può imporre la rideterminazione della pena da parte della Cassazione quando annulla il trattamento sanzionatorio.
- La concessione delle circostanze attenuanti generiche richiede una motivazione specifica e valutazione della personalità e del contesto; il loro diniego è corretto se il giudice evidenzia elementi di particolare gravità e spregiudicatezza nella condotta.
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