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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45303/2024 del 10/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza volta ad ottenere, ai sensi dell'art. 671 c.p.p., l'applicazione della disciplina del reato continuato (art. 81 c.p.) con riguardo alle pene inflitte per reati commessi in tempi diversi: minaccia e detenzione/porto illegale di arma da sparo (fatti giudicati con sentenza irrevocabile del 15/10/2013) e trasferimento fraudolento di valori (sentenza irrevocabile del 20/12/2019). Il ricorrente deduceva violazione di legge per non aver valorizzato l'unicità del movente e altri indicatori del medesimo disegno criminoso, sostenendo che il progetto criminoso fosse deliberato prima dell'esecuzione del primo reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello secondo cui il reato di trasferimento fraudolento di valori (natura istantanea) era stato ideato non dopo il 6/9/2010, mentre gli altri reati si sono consumati il 16/3/2011. Per costituire continuazione è necessario che la deliberazione unitaria risalga a prima dell'inizio dell'esecuzione del primo reato: nel caso di specie non è emersa una deliberazione comune anteriore alla consumazione originaria. La Corte ha inoltre ritenuto legittime le argomentazioni di merito che svalutano la comune causale come elemento isolato e ha escluso che semplici conoscenze o discussioni antecedenti costituiscano prova di un disegno unitario. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente come norma procedurale per ottenere l'applicazione della disciplina del reato continuato; la Corte ha ritenuto infondata l'istanza perché non è provata la sussistenza dei requisiti sostanziali per riconoscere la continuazione.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in relazione al reato continuato: la Corte ha interpretato la norma nel senso che, oltre alla comune finalità (movente), è necessario che vi sia una deliberazione unitaria antecedente all'inizio dell'esecuzione del primo reato per far luogo alla continuazione.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo)

    Richiamata come criterio di riferimento per la valutazione complessiva degli elementi indicativi del medesimo disegno criminoso; la Corte ha applicato i principi in essa espressi per motivare la disamina degli indici di continuità e per giustificare la svalutazione della comune causale.

Massime di principio

  • La sussistenza del reato continuato richiede non solo un movente comune, ma una deliberazione unitaria che preceda l'esecuzione del primo fatto; il mero movente condiviso, senza prova di un disegno antecedente, non basta.
  • Per provare la continuazione è decisivo il momento in cui il progetto criminoso è stato 'ideato' rispetto alla data di consumazione dei singoli reati: se la deliberazione è successiva al primo fatto non può parlarsi di continuazione.
  • Elementi fattuali concreti (pianificazione, atti preparatori anteriori, collegamenti strumentali tra i fatti, cronologia chiara) sono fondamentali per dimostrare l'esistenza di un medesimo disegno criminoso.
  • Controversie, conoscenze pregresse o rapporti conflittuali tra le parti non sono di per sé indicatori sufficienti della presenza di una deliberazione unitaria: occorre dimostrare la ricorrenza di elementi organizzativi o programmatori.
  • In casi simili, chi agisce per ottenere il riconoscimento della continuazione deve documentare e provare temporaneamente e fattualmente il progetto unitario anteriore al primo atto criminoso; altrimenti la richiesta rischia il rigetto e la condanna alle spese.

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