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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11329/2022 del 07/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento Ici per l'anno 2008 relativo a immobile catastato D/7 affidato al Consorzio; questioni principali: (i) se il Consorzio debba essere considerato concessionario ex lege soggetto all'ICI ai sensi dell'art. 3 d.lgs. n. 504/1992 oppure mero detentore/esente ai sensi dell'art. 7; (ii) eccezione di giudicato esterno relativa a precedenti pronunce su annualità diverse; (iii) dedotte nullità per pronunce ultra/extra petita e violazioni di legge nella qualificazione giuridica del rapporto tra Consorzio e beni demaniali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto le prime due censure relative al giudicato esterno e ha accolto il terzo, quarto e quinto motivo di ricorso. Ha cassato la sentenza della CTR e, decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., ha rigettato l'originario ricorso del Comune. Ha ritenuto che i consorzi di bonifica siano concessionari dei beni demaniali loro affidati per legge e, quindi, soggetti all'ICI ai sensi dell'art. 3 d.lgs. n. 504/1992; l'esenzione di cui all'art. 7 è di stretta interpretazione e non si applica ai consorzi di bonifica. Ha compensato le spese del giudizio di merito e ha condannato il ricorrente alla refusione delle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504/1992

    L'art. 3 individua come soggetti passivi, tra gli altri, il soggetto concessionario in caso di concessione su aree demaniali; l'art. 7 (esenzioni) è di stretta interpretazione e non comprende i consorzi di bonifica.

  • Legge n. 388/2000

    art. 18 (richiamato art. 18 comma 3)

    Ha modificato l'ambito di applicazione dell'imposta introducendo rilievo del concessionario sui beni demaniali, contribuendo a ritenere i consorzi soggetti passivi.

  • R.D. n. 215/1933

    La legge istitutiva dei consorzi attribuisce ai consorzi di bonifica funzioni e un titolo di disponibilità sui beni demaniali che configurano una concessione a titolo gratuito derivante dalla legge; ciò caratterizza un possesso qualificato, non mera detenzione.

  • Costituzione

    art. 117 (richiamata la riforma del Titolo V, legge costituzionale n. 3/2001)

    Richiamata per chiarire la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni in materia di bonifica; non impedisce tuttavia la qualificazione dei consorzi come concessionari ai fini tributari.

  • Codice civile

    Disciplina gli effetti del giudicato (res iudicata); la Corte precisa che il giudicato esterno vincola solo su accertamenti di fatto durevoli e non sull'interpretazione normativa.

  • Codice di procedura civile

    art. 360 c.p.c.; art. 384 c.p.c.

    Art. 360 indicato come ragione di ricorso in Cassazione per vizi di motivazione/violazione di legge; art. 384 abilita la Suprema Corte a decidere nel merito quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno formatosi su annualità diverse vincola il giudice successivo solo relativamente a quegli accertamenti di fatto che hanno natura durevole e si estendono a più periodi d'imposta; non vincola le interpretazioni giuridiche applicate a fatti analoghi.
  • I consorzi di bonifica che detengono beni demaniali per legge sono qualificabili come concessionari ex lege e, salvo diversa disposizione normativa espressa, sono soggetti all'imposta sugli immobili prevista dall'art. 3 del D.Lgs. n. 504/1992.
  • Le norme di esenzione tributaria (es. art. 7 D.Lgs. 504/1992) vanno interpretate restrittivamente e non possono essere estese per analogia a categorie non espressamente ricomprese.
  • La qualificazione del rapporto tra ente e beni (concessione ex lege vs mera detenzione) può fondarsi direttamente sulla legge istitutiva e non richiede necessariamente un atto amministrativo costitutivo per produrre effetti ai fini fiscali.
  • Se la Corte di Cassazione ritiene che non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto, può decidere direttamente nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c., rigettando o accogliendo il ricorso originario.

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