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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34297/2022 del 22/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di appello di Roma, in diversa composizione, affinché riesamini la vicenda alla luce dei principi sull'azione surrogatoria e sulla concreta idoneità delle iniziative poste in essere dagli eredi a conservare il diritto all'indennizzo assicurativo. Il giudice del rinvio dovrà anche provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (creditore)

La controversia

Un professionista aveva agito nei confronti degli eredi di un proprio assistito, chiedendo il pagamento del compenso asseritamente maturato per l'attività di consulenza di parte svolta in un incidente probatorio relativo a un procedimento penale a carico del de cuius. In un secondo giudizio aveva poi convenuto anche le compagnie assicuratrici, sostenendo che gli eredi avrebbero dovuto attivare le coperture assicurative del defunto e che, per inerzia o insufficiente attivazione, egli potesse surrogarsi ex art. 2900 c.c. nei loro diritti verso l'assicuratore, per ottenere l'indennizzo nei limiti di polizza. La corte d'appello aveva escluso la surrogatoria ritenendo, in sintesi, che mancassero i presupposti dell'inerzia del debitore e che la manleva assicurativa non fosse un diritto patrimoniale aggredibile dal creditore. Con il ricorso per cassazione il professionista denunciava violazione degli artt. 2900, 2740 e 1917, comma 2, c.c., sostenendo che: la surrogatoria tutela anche le ragioni del creditore quando il debitore non esercita utilmente il diritto; l'attività degli eredi verso assicuratori sbagliati era inidonea e quindi equiparabile a inerzia/trascuratezza; il diritto all'indennizzo assicurativo e la facoltà di chiederne il pagamento al terzo danneggiato sarebbero diritti patrimoniali surrogabili; l'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario non sarebbe incompatibile con l'azione surrogatoria. La Corte ha ritenuto fondato il motivo, affermando che il giudice di merito non aveva correttamente applicato i principi sull'azione surrogatoria e che andava verificato se le iniziative degli eredi fossero davvero idonee a mantenere integra la garanzia assicurativa, cassando la sentenza con rinvio.

Norme richiamate

  • art. 2900 c.c.

    La surrogatoria è strumento eccezionale che consente al creditore di agire in sostituzione del debitore solo se quest'ultimo è inerte o comunque trascurato nell'esercizio di un proprio diritto, al fine di conservare la garanzia patrimoniale del creditore. Non è però esperibile quando il debitore abbia posto in essere iniziative positive, salvo che siano del tutto inidonee a mantenere integra la garanzia.

  • art. 2740 c.c.

    È richiamato come fondamento della garanzia patrimoniale del debitore, che l'azione surrogatoria mira a conservare o incrementare.

  • art. 1917, comma 2, c.c.

    La facoltà dell'assicurato di chiedere all'assicuratore il pagamento diretto al terzo danneggiato rileva nel valutare la sussistenza dell'inerzia/trascuratezza del debitore-assicurato e la possibilità per il creditore di surrogarsi nel relativo diritto.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    È il parametro di legittimità invocato per denunciare violazione di legge nella decisione impugnata.

  • art. 366, comma 1, nn. 3 e 4 c.p.c.

    Le eccezioni di inammissibilità per difetto di autosufficienza sono state ritenute superabili perché il ricorso esponeva in modo sufficiente fatti e censure.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    È la norma processuale richiamata per la trattazione camerale del ricorso.

  • art. 499 c.c.

    È evocato nel ragionamento del ricorrente in relazione alla liquidazione concorsuale del patrimonio ereditario.

  • art. 495 c.c.

    È richiamato dal ricorrente per sostenere che l'indennizzo assicurativo non rientrerebbe nella liquidazione del patrimonio relitto.

  • art. 2901 c.c.

    È menzionato come rimedio alternativo: gli atti positivi del debitore, se pregiudizievoli, non legittimano la surrogatoria ma, ricorrendone i presupposti, l'azione revocatoria.

Massime di principio

  • L'azione surrogatoria ex art. 2900 c.c. presuppone la trascuratezza o inerzia del debitore nell'esercizio di un proprio diritto, ma tale requisito va apprezzato in concreto: non basta un comportamento formalmente attivo se esso è del tutto inidoneo a conservare la garanzia patrimoniale del creditore.
  • Il creditore non può usare la surrogatoria per sindacare liberamente le scelte di gestione del diritto compiute dal debitore; se il debitore ha posto in essere un atto positivo e consapevole di disposizione, il rimedio surrogatorio è in linea di massima escluso, potendo venire in rilievo, semmai, l'azione revocatoria.
  • Nel rapporto assicurativo, la mancata richiesta di pagamento dell'indennizzo non esclude di per sé la surrogatoria, ma occorre verificare se il debitore-assicurato abbia adottato iniziative e accorgimenti effettivamente idonei a mantenere integra la garanzia verso l'assicuratore.
  • L'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario non è, di per sé, incompatibile con l'azione surrogatoria del creditore verso i diritti patrimoniali del de cuius o degli eredi; è necessario accertare se la condotta degli eredi abbia concretamente inciso sulla conservazione del diritto all'indennizzo.
  • Ai fini della surrogatoria rileva non solo l'esistenza astratta di un diritto del debitore, ma anche la sua concreta spendibilità e l'adeguatezza delle iniziative intraprese dal debitore stesso rispetto alla tutela di quel diritto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniAssicurazioniInadempimento
RamiProcesso civileContrattiObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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