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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35931/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che confermava la pronuncia di giudizio abbreviato con cui era stato ritenuto responsabile di estorsione (capo e) e di lesioni/pestaggio (capo c)) e di partecipazione ad associazione di tipo mafioso (art. 416 bis.1 c.p.). I motivi denunciavano carenza e vizio della motivazione per insufficienza degli elementi indiziari (mancanza di elementi gravi, precisi e concordanti), contestavano l'uso di conversazioni e dichiarazioni ritenute generiche, negavano la prova della partecipazione al pestaggio e impugnavano la configurabilità delle aggravanti: il metodo mafioso e l'aggravante "delle persone riunite"; inoltre si contestava il trattamento sanzionatorio e le maggiorazioni applicate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto in gran parte infondate le censure sul piano della istruttoria probatoria e ha dichiarato l'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità per i reati contestati, confermando la maggior parte della motivazione di merito. Tuttavia ha accolto parzialmente il ricorso annullando la sentenza impugnata limitatamente al riconoscimento dell'aggravante "delle persone riunite" in relazione al capo e) (estorsione), ritenendo la motivazione della corte territoriale lacunosa su quel punto, e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli per nuovo giudizio limitatamente a tale circostanza aggravante e al conseguente trattamento sanzionatorio. Tutto il resto è stato confermato.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 110

    Richiamato come principio di concorso di persone nella commissione del reato quando più norme o più soggetti concorrono nella fattispecie

  • Codice Penale, art. 628 comma 3 n.1 e art. 629 comma 2

    Norme relative al reato di estorsione e alle aggravanti: sono state valutate nel complesso per accertare la sussistenza dell'estorsione e delle aggravazioni ad essa collegate

  • Codice Penale, art. 416 bis.1

    Tratta l'aggravante "di agevolazione dell'associazione di tipo mafioso"; la Corte ha confermato la configurabilità dell'aggravante per alcuni episodi ritenendo sussistenti elementi idonei a dimostrare l'uso del metodo mafioso, anche in forma "silente"

  • Codice Penale, artt. 582-585

    Norme sulle lesioni personali: richiamate nei capi relativi al pestaggio, la Corte ha ritenuto provata la partecipazione dell'imputato in base all'insieme delle prove

  • Codice di Procedura Penale, art. 530 comma 2

    Richiama i limiti di motivazione nelle sentenze di merito e la necessità di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti quando la decisione si fonda su indizi

  • Codice di Procedura Penale, art. 597 comma 1

    Stabilisce l'estensione della cognizione del giudice d'appello: il giudice di secondo grado esamina i punti impugnati e può motivare per relationem alla sentenza di primo grado quando la motivazione è omologa

  • Codice di Procedura Penale, art. 606

    Limiti del ricorso per cassazione: vengono ammessi i vizi di motivazione mancata, manifesta illogicità o contraddittorietà; non è consentito al giudice di legittimità riesaminare i fatti in via sostitutiva

  • Codice Penale, artt. 81, 132, 133

    Riferiti al concorso di reati e al regime di pena: contestati dal ricorrente in relazione al computo e all'aumento di pena, ma la Corte ha disposto rinvio limitato per ricalcolo in relazione all'aggravante annullata

  • Codice Penale, art. 63 comma IV

    Richiamato rispetto alle maggiorazioni per le aggravanti: la Corte ha osservato che l'aumento di pena per aggravanti particolari deve essere motivato

Massime di principio

  • La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della sfera probatoria: in cassazione si controlla la motivazione (mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà), non la persuasività delle prove.
  • Quando la condanna si fonda su indizi, questi devono essere certi quanto alla loro esistenza, gravi, precisi e concordanti: però la valutazione va compiuta sull'insieme del quadro probatorio e non isolando singoli elementi.
  • La motivazione della corte d'appello può essere resa "per relationem" a quella di primo grado se la decisione di merito riprende e condivide l'impianto argomentativo del primo giudice; in tal caso l'omesso esame formale di specifiche argomentazioni può essere considerato implicitamente risolto.
  • L'aggravante del "metodo mafioso" può risultare anche da una intimidazione "silente" quando la caratura intimidatoria dell'associazione rende superflua la minaccia esplicita; la finalità di agevolazione richiede adeguata motivazione, ma non sempre la Corte ritiene decisiva la prova del flusso economico verso il clan se il metodo mafioso è comunque dimostrato.
  • L'aggravante "delle persone riunite" richiede una motivazione analitica e specifica secondo la giurisprudenza: quando la corte territoriale si limita a considerazioni generiche senza analizzare le circostanze probatorie, la Cassazione può annullare e rinviare.
  • Se la Cassazione annulla una sola circostanza aggravante per carenza motivazionale, il giudice di merito deve riesaminare il trattamento sanzionatorio e il computo pena in relazione alla pronuncia di annullamento, mentre l'affermazione di responsabilità può rimanere irrevocabile.

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