Cassazione Penale, Sentenza n. 29651/2022 del 25/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di giurisdizione per fatti attribuiti a Silvio Pellegrini, appartenente all'Arma dei Carabinieri: il G.I.P. di Roma aveva disposto il giudizio per reati comuni (art. 323 e art. 326 c.p.) mentre il Tribunale Militare aveva formulato imputazione per reato militare (artt. 47, comma 2, e 127 c.p.m.p.) per la stessa condotta consistente nella diffusione via chat di immagini di una persona in stato di fermo. Si è dibattuto se le fattispecie siano identiche o se sussista concorso/connessione tale da attribuire la giurisdizione al giudice ordinario o a quello militare.
La decisione
Il conflitto è stato ritenuto ammissibile e si è accertata l'identità storico-naturalistica dei fatti rispetto all'art. 326 c.p. e all'art. 127 c.p.m.p. Tuttavia, analizzando anche l'imputazione per art. 323 c.p. (reato di evento che richiede un danno ingiusto o un vantaggio patrimoniale), la Corte ha ritenuto che rispetto alla sola violazione di segreto (art.127 c.p.m.p./art.326 c.p.) l'art.323 configuri un diverso profilo avente evento materiale contestato. Ciò ha determinato la configurazione di un concorso formale/connessione fra reato comune e reato militare per una sola azione; applicando l'art. 13, comma 2 c.p.p., e i criteri di gravità di cui all'art. 16, comma 3 c.p.p., essendo il reato comune (art.323) più grave rispetto a quello militare, la giurisdizione è stata dichiarata del giudice ordinario. Gli atti sono trasmessi al Tribunale di Roma.
Norme richiamate
art. 28, comma 1, lett. a), art. 31, comma 2, art. 12 lett. b), art. 13, comma 2, art. 16, comma 3
Art.28(1)(a) fonda l'ammissibilità del conflitto quando giudice ordinario e giudice speciale prendono contemporaneamente cognizione degli stessi fatti; art.12 lett.b) e art.13(2) regolano la connessione tra reati comuni e militari e la devoluzione della giurisdizione quando il reato comune risulta più grave secondo i criteri dell'art.16.
Art.323 è un reato di evento (richiede l'effetto dannoso o il vantaggio patrimoniale come elemento costitutivo); art.326 tutela il segreto d'ufficio nella prospettiva del codice penale ordinario.
Codice penale militare di pace (c.p.m.p.)
art. 47, comma 2; art. 127, commi 1 e 2
Art.127 c.p.m.p. è norma speciale rispetto alla tutela del segreto quando l'agente è militare e la rivelazione è avvenuta nello svolgimento del servizio; pertanto l'ambito della norma militare copre le ipotesi previste dall'art.326 c.p., salvo che sussista connessione con reato comune più grave.
art. 114, comma 6-bis (menzionato in motivazione)
Norma sulla pubblicazione di immagini con divieto previsto in ambito procedurale, richiamata per evidenziare il profilo della 'pubblicazione' rispetto alla fattispecie contestata.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. U, n. 34655 del 28/06/2005 (Donati); Sez. U, n. 18621 del 23/06/2016 (Zimarmani); Sez. 6, n. 33654 del 13/10/2020 (De Serio)
Principi consolidati sull'identità storico-naturalistica del fatto per i conflitti positivi e sul rapporto tra reato di rivelazione di segreti ordinario e reato militare: l'art.127 c.p.m.p. ha portata speciale che copre l'ambito dell'art.326 c.p., ma non esclude la prevalenza della giurisdizione ordinaria se sussiste connessione con reato comune più grave.
Massime di principio
- Per accertare la giurisdizione valutare sempre l'identità storico-naturalistica del fatto: se le ricostruzioni non divergono sostanzialmente, si configura la medesimità del fatto.
- Quando la fattispecie militare è una versione "speciale" di un reato ordinario (elemento agente militare e legame con il servizio), essa copre normalmente l'ambito dell'art.326 c.p.; tuttavia ciò non impedisce che un reato comune diverso (es. reato di evento come art.323) concorrente possa alterare la devoluzione della giurisdizione.
- Art.323 c.p. va qualificato come reato di evento: verificare se l'imputazione contesti anche l'evento dannoso o il vantaggio patrimoniale richiesto dalla norma, perché ciò determina la non identità con la sola violazione del segreto.
- Se da una sola azione emergono reato militare e reato comune e il reato comune è più grave secondo i criteri dell'art.16 c.p.p., la connessione (art.12 lett.b) e la regola speciale dell'art.13(2) determinano la giurisdizione del giudice ordinario per tutti i reati.
- Nelle ipotesi di possibile conflitto, documentare con precisione gli elementi specializzanti (qualità militare dell'agente, rapporto dell'atto con il servizio, esistenza dell'evento dannoso) e confrontare le fattispecie anche sotto il profilo della struttura (azione + evento + nesso eziologico) prima di concludere per la competenza.
- Usare la giurisprudenza consolidata come guida: distinguere tra diversità meramente descrittiva delle imputazioni (specificazioni formali) e reale diversità della dimensione storico-naturalistica del fatto.
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