Cassazione Penale, Ordinanza n. 11435/2025 del 20/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (parte civile)
La controversia
Gli imputati hanno proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello, che aveva riformato la decisione di primo grado riqualificando il fatto nel delitto di furto aggravato e rideterminando la pena. Con il primo motivo hanno dedotto violazione di legge per la mancata declaratoria di nullità della sentenza di primo grado, sostenendo che fosse stata emessa da un giudice onorario in relazione a un reato che non poteva essere trattato da tale giudice. Con il secondo motivo hanno dedotto vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità, censurando la valutazione del compendio probatorio, in particolare le dichiarazioni della persona offesa, e chiedendo sostanzialmente una diversa lettura delle prove. La difesa delle parti civili ha poi depositato memoria e conclusioni tardive, che la Corte ha ritenuto non valutabili.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che per i delitti di furto in abitazione e furto con strappo si procede con citazione diretta a giudizio ai sensi dell'art. 550 c.p.p. e che l'omessa menzione espressa di tali fattispecie nell'elenco normativo è superabile in via interpretativa, trattandosi di ipotesi punite con la medesima pena del furto aggravato ex art. 625 c.p. Ha inoltre giudicato non consentito il secondo motivo, perché mirava a una rivalutazione del merito e delle fonti probatorie, estranea al sindacato di legittimità, richiamando anche la motivazione della sentenza impugnata sul riscontro alla credibilità della persona offesa e sull'assenza di una versione alternativa da parte degli imputati. Conseguentemente ha condannato i ricorrenti alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha precisato, infine, che non vi è luogo a provvedere sulle spese di parte civile per tardività della memoria depositata.
Norme richiamate
Per i delitti di furto in abitazione e di furto con strappo si procede con citazione diretta a giudizio; l'omessa menzione espressa nella disposizione è letta come difetto di adeguamento normativo superabile interpretativamente.
Richiamato come fattispecie di furto in abitazione e furto con strappo, rispetto alla quale opera la citazione diretta a giudizio.
Il furto aggravato è inserito tra i reati per i quali si procede con citazione diretta e viene considerato punito con la medesima pena rilevante ai fini dell'inquadramento processuale.
Nel procedimento camerale di cassazione, la memoria della parte civile deve rispettare il termine anticipatorio di quindici giorni liberi prima dell'udienza; oltre tale termine, le richieste di liquidazione delle spese non sono valutabili.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità è manifestamente infondato il motivo che pretenda la nullità della decisione di primo grado per difetto di competenza del giudice onorario, quando la fattispecie rientra tra quelle per le quali la legge prevede la citazione diretta a giudizio o comunque vi è un'interpretazione sistematica che consente di ricomprenderle nell'elenco dei reati trattabili con tale rito.
- In cassazione non è consentito dedurre vizi motivazionali che, sotto la veste formale del controllo di legittimità, mirino in realtà a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio e delle dichiarazioni della persona offesa.
- La credibilità della persona offesa, se sorretta da riscontri e non specificamente neutralizzata da una versione alternativa degli imputati, può essere valorizzata dal giudice di merito senza che la relativa apprezzamento sia censurabile in cassazione nei limiti della mera rilettura delle prove.
- Nel procedimento camerale di cassazione le richieste della parte civile contenute in una memoria depositata oltre il termine di quindici giorni liberi prima dell'udienza non sono valutabili ai fini della liquidazione delle spese.
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