Sentenza n. 5093/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) n. 01583/2023, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione degli appellanti circa il venir meno dell’interesse alla decisione nel merito. Non sono stati esaminati i motivi d’appello né è stata valutata la legittimità del provvedimento comunale o della sentenza del TAR. Le spese di lite sono state compensate.
Atto impugnato: Sentenza del TAR Veneto n. 1583/2023, relativa al provvedimento comunale del 23 novembre 2022 che aveva respinto le osservazioni dei comproprietari nell’ambito di una domanda di permesso di costruire in sanatoria
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava interventi edilizi eseguiti su un immobile sito nel Comune di Verona e formalmente riferiti all’unità immobiliare di proprietà esclusiva di una comproprietaria, ma che, secondo gli appellanti, avevano interessato anche parti comuni dell’edificio, tra cui il solaio e le strutture del vano scala. Gli appellanti avevano contestato al Comune la mancanza del loro consenso quali comproprietari delle parti comuni. Il Comune aveva respinto le osservazioni ritenendo che la questione attenesse ai rapporti civilistici tra i proprietari e che gli interventi non incidessero su parti comuni. Il TAR Veneto aveva respinto il ricorso. In appello, gli appellanti hanno dedotto la violazione dell’art. 11 del d.P.R. n. 380/2001 in tema di legittimazione alla richiesta del titolo edilizio su beni in comproprietà, l’erroneità della motivazione, il travisamento dei fatti e l’omesso esame di specifiche censure. Nel corso del giudizio hanno tuttavia dichiarato di non avere più interesse alla decisione, in ragione del superamento della situazione di contenzioso familiare e degli sviluppi intervenuti.
Norme richiamate
Gli appellanti ne hanno dedotto la violazione con riferimento alla legittimazione a richiedere il titolo edilizio su beni in comproprietà; la questione non è stata esaminata nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.
Richiamato nel provvedimento nel contesto della decisione sull’improcedibilità dell’appello.
Richiamato dal Collegio insieme all’art. 34 c.p.a.; il testo non esplicita una distinta interpretazione.
Massime di principio
- L’appello diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, l’appellante dichiara in modo univoco il venir meno dell’interesse alla decisione nel merito e non residua alcuna utilità concreta e attuale derivante dalla pronuncia.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice amministrativo di esaminare i motivi di ricorso o di appello e comporta la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità, senza decisione sulla legittimità dell’atto impugnato.
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