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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42865/2024 del 22/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto il riesame del decreto di sequestro preventivo della somma di €1.661.000, ritenuta profitto del reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) in relazione alla cessione delle quote della "Tragiatella Agricola s.a.s." intestate alla persona offesa Ercoli Loris. Il ricorrente ha dedotto che: (i) non risultavano diffide formali della persona offesa per la restituzione delle somme; (ii) egli vantava un credito riconosciuto in via giudiziale (sentenze civili irrevocabili) per €3.395.173, quindi certo, liquido ed esigibile che legittimava la compensazione e l'incameramento delle somme; (iii) aveva anche effettuato un'offerta reale di €634.000, per cui andava in ogni caso valutata la revoca del sequestro su tale parte.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che il Tribunale della Libertà non avesse adeguatamente valutato le sentenze civili definitive che riconoscevano al ricorrente un credito certo, liquido ed esigibile (oltre €3 milioni), ed avesse quindi errato nella valutazione del fumus del reato di appropriazione indebita. Inoltre il provvedimento impugnato non aveva adeguatamente motivato il periculum in mora (rischio di dispersione della somma), anche alla luce dell'offerta reale parziale. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza e rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Roma competente per il riesame ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Il reato di appropriazione indebita presume che la somma trattenuta sia indebitamente acquisita; tuttavia, se chi trattiene la somma agisce a fronte di un credito certo, liquido ed esigibile (es. credito riconosciuto con provvedimento giudiziale definitivo), la trattenuta non costituisce profitto del reato e quindi esclude la responsabilità penale per appropriazione indebita.

  • art. 324 comma 5 c.p.p.

    Consente la rimessione degli atti per nuovo giudizio al giudice del riesame competente: la Corte ha disposto il rinvio per un nuovo esame del sequestro alla luce delle osservazioni sulla sussistenza del fumus e del periculum.

Massime di principio

  • La trattenuta di somme ricevute non costituisce appropriazione indebita se esiste un credito certo, liquido ed esigibile: provvedimenti civili definitivi che riconoscono il credito hanno peso decisivo.
  • Per definire un credito: 'certo' significa non controverso nella sua esistenza e chiaramente determinato nel contenuto; 'liquido' implica che l'ammontare sia esattamente determinabile; 'esigibile' che non sia soggetto a condizione o termine di sospensione.
  • In caso di sequestro preventivo per appropriazione indebita, il giudice del riesame deve valutare sia il fumus che il periculum; la presenza di sentenze civili definitive a favore del sequestrato può escludere il fumus e imporre la revoca del sequestro.
  • L'offerta reale di somme da parte dell'indagato può concorrere a dimostrare l'assenza del periculum di dispersione, ma non sostituisce automaticamente la valutazione della titolarità del credito.
  • Le Autorità giudiziarie devono coordinare le pronunce civili irrevocabili con le misure cautelari penali: crediti accertati in sede civile, se certi, liquidi ed esigibili, incidono sullegittimità delle misure reali disposte per presunta appropriazione indebita.

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