Cassazione Penale, Sentenza n. 34768/2022 del 20/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza del 25/03/2021 della Corte di Appello di Firenze. Il Merella deduce tre motivi: 1) vizio di violazione di legge e travisamento probatorio per mancata riqualificazione del fatto in appropriazione indebita (art. 646 c.p.) anziché indebito utilizzo di carte di pagamento; deduce inoltre l'erronea applicazione dell'aggravante di cui all'art. 61 co. 1 n. 11 c.p.; 2) vizio di motivazione per il diniego della sospensione condizionale della pena, nonostante richiesta e percorsi terapeutici che reducebbero la pericolosità sociale; 3) vizio di motivazione per il mantenimento della misura di sicurezza della libertà vigilata, nonostante trattamento terapeutico in corso e documentazione clinica favorevole.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Ha confermato la qualificazione del fatto come indebito utilizzo di carte di pagamento (art. 55 co. 9 d.lgs. 231/2007, oggi art. 493-ter c.p.), ritenendo che l'imputato non avesse acquisito il possesso autonomo delle carte (nessuna interversio possessionis) ma ne avesse solo la consegna temporanea e ne avesse fatto indebito uso per prelievi personali per oltre €254.000. È stata confermata la sussistenza dell'aggravante dell'abuso della prestazione d'opera (art. 61 co. 1 n. 11 c.p.) in ragione del rapporto di fiducia e dell'obbligo di facere implicito nella sua posizione operativa. Sono stati altresì confermati il diniego della sospensione condizionale della pena e il mantenimento della libertà vigilata sulla base della perdurante pericolosità sociale e della gravità della condotta. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali, a una somma in favore della cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di costituzione delle parti civili come liquidato.
Norme richiamate
art. 55 co. 9 d.lgs. 21/11/2007 n.231 (oggi art. 493-ter c.p.)
La condotta consistente nell'ottenere e utilizzare indebitamente carte o dati di pagamento per prelevare denaro integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito/pagamento; la norma è stata applicata alla fattispecie perché l'imputato ha effettuato prelievi con carte temporaneamente consegnategli per compiti specifici
Norma di continuità normativa rispetto all'abrogato art. 55 co. 9 d.lgs. 231/2007; qualificata come norma applicabile al fatto di indebito utilizzo di carte di pagamento
Delitto di appropriazione indebita: richiede il possesso della cosa altrui e la volontà di farne uso come propria (interversio possessionis). Nel caso esaminato la Corte ha ritenuto che mancasse il possesso autonomo e quindi che l'art. 646 non fosse applicabile
Circostanza aggravante per abuso di relazioni di prestazione d'opera: comprende rapporti fondati sulla fiducia e su un obbligo di facere anche in assenza di formale subordinazione; ritenuta integrata perché il ruolo del Merella gli aveva conferito fiducia e possibilità di agevolare la commissione del reato
Scriminante del consenso: la Corte segnala che, in materia di indebita utilizzazione di carte, il consenso dell'avente diritto non vale a escludere il reato, poiché è tutelato un interesse collettivo (sicurezza delle transazioni) indisponibile dal privato
Criteri per la sospensione condizionale della pena: beneficio rimesso alla discrezionalità del giudice che valuta la prognosi di astensione da ulteriori reati; nel caso la gravità, la durata e il rischio di recidiva hanno indotto al diniego
Norme sui rimborsi e liquidazione dei compensi per patrocinio a spese dello Stato: richiamate per la liquidazione delle spese delle parti civili ammesse al gratuito patrocinio
Massime di principio
- La distinzione tra 'possesso' e 'custodia temporanea' è cruciale: appropriazione indebita (art. 646 c.p.) richiede che l'agente abbia il potere di disporre autonomamente della cosa; l'uso indebito di carte consegnate per compiti specifici può integrare invece il reato di indebita utilizzazione di carte/pagamento (493-ter).
- L'aggravante dell'abuso della prestazione d'opera (art. 61 co.1 n.11) si applica non solo ai rapporti di lavoro formali ma anche a rapporti di fiducia e obblighi di 'facere' che agevolano la commissione del reato, anche se l'incarico non è formalmente previsto dal contratto.
- Il consenso del titolare della carta non è necessariamente scriminante nelle fattispecie di indebito utilizzo di carte perché è tutelato un interesse collettivo (sicurezza delle transazioni), pertanto la mera disponibilità materiale della carta non esclude il reato.
- La concessione della sospensione condizionale della pena è discrezionale e dipende dalla valutazione della pericolosità sociale e della prognosi di recidiva; la presenza di un percorso terapeutico volontario non elimina automaticamente il rischio se non risultano prove della sua continuità ed efficacia.
- Per ottenere la riqualificazione del fatto in sede di impugnazione è necessario dimostrare in modo concreto che l'agente aveva acquisito il possesso autonomo della cosa o dei mezzi di pagamento; mere argomentazioni astratte o generiche sul ruolo svolto non sono sufficienti.
- La valutazione della pericolosità sociale per misure di sicurezza richiede elementi concreti e aggiornati sul percorso terapeutico e sulla continuità del trattamento; la semplice adesione volontaria al trattamento può essere ritenuta insufficiente a far venire meno la misura se non valutata positivamente e stabile
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