Cassazione Penale, Sentenza n. 34959/2022 del 21/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Maltese ha impugnato la conferma della condanna per guida sotto l'influenza di stupefacenti (art.187 d.lgs.285/92) sostenendo: (I) violazione dell'art.187 e illogicità della motivazione perché la sentenza si sarebbe limitata a rilevare la positività al test sui cannabinoidi senza accertare lo stato di alterazione psico‑fisica richiesto dalla giurisprudenza di legittimità; (II) errata applicazione della legge penale con riferimento all'art.597, comma 5 c.p.p. e mancanza di motivazione sulla negata concessione della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rilevato d'ufficio che il reato contestato si è estinto per prescrizione (termine prescrizionale spirato il 31/03/2022). Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione. Sul merito del primo motivo la Corte ha osservato che non è manifestamente infondato (ossia vi è un profilo di fondatezza): la giurisprudenza di legittimità richiede l'accertamento dello stato di alterazione conseguente all'assunzione di stupefacenti e non solo la positività al test, ma la decisione è stata comunque decisa in ragione dell'estinzione per prescrizione e non con un'assoluzione ai sensi dell'art.129 c.p.p.
Norme richiamate
art. 187, d.lgs. 285/1992 (Codice della Strada)
La norma incriminatrice richiede, secondo l'orientamento della Corte di legittimità citato, non solo la positività al test per stupefacenti ma l'accertamento dello stato di alterazione del conducente conseguente all'assunzione; la sentenza di merito era stata criticata per essersi limitata al dato della positività.
L'art.129 c.p.p. consente l'assoluzione quando la causa estintiva emerge dagli atti in modo assolutamente incontestabile; la Cassazione richiama l'orientamento che limita l'uso di tale pronuncia ai casi in cui la valutazione sia mera constatazione, e non ha ritenuto applicabile immediatamente l'assoluzione ma ha annullato per prescrizione.
Richiamato dal ricorrente in relazione alla motivazione sulla negata sospensione condizionale della pena; la Corte non ha invece deciso sul profilo perché ha pronunciato l'annullamento per prescrizione.
Giurisprudenza: Sez.3, n.26429 del 01/03/2016 (Bellia)
Richiamata per affermare che i rinvii del dibattimento motivati da esigenze istruttorie non sospendono la prescrizione; ciò ha portato a ritenere spirato il termine prescrizionale il 31/03/2022.
Giurisprudenza: Sez. U, n.35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)
Citate le stringenti condizioni per disporre l'assoluzione ai sensi dell'art.129 c.p.p.: la causa estintiva deve emergere dagli atti in modo 'ictu oculi' per escludere l'esistenza del fatto o la sua rilevanza penale.
Massime di principio
- La sola positività al test per stupefacenti non è automaticamente sufficiente a integrare il reato di cui all'art.187 d.lgs.285/92: occorre dimostrare lo stato di alterazione del conducente conseguente all'assunzione.
- I rinvii del dibattimento disposti per acquisizione di prove (esigenze istruttorie) non sospendono il decorso della prescrizione; vanno valutati attentamente i termini prescrizionali quando si fissano udienze istruttorie.
- Se il reato si è estinto per prescrizione, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio; ciò può avvenire anche quando permangono questioni non decise sul merito.
- L'assoluzione ai sensi dell'art.129 c.p.p. è eccezionale e richiede che la causa estintiva emerga dagli atti in modo chiaro e incontestabile; in mancanza di ciò il giudice non deve sostituirsi alla funzione valutativa del merito.
- In impugnazione la Corte di merito dovrebbe confrontarsi con i motivi di appello e argomentare specificamente; la mancata motivazione su questioni centrali (es. stato di alterazione) può costituire profilo di criticità rilevabile in cassazione.
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