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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12469/2023 del 24/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale in relazione al procedimento a carico di John Benedict per il reato di associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.). Il Tribunale di Catania, con sentenza del 7/12/2021, aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale ritenendo che, secondo l'imputazione, l'associazione fosse articolata in gruppi provinciali autonomi e che la posizione di Benedict fosse riferibile al gruppo di Messina. Il Tribunale di Messina, invece, ha sollevato conflitto negativo sostenendo che dal capo d'imputazione e dalle intercettazioni non emerge l'esistenza di un gruppo con sede a Messina né un ruolo dirigente/organizzativo di Benedict, la cui mera residenza a Messina e la partecipazione senza funzioni direttive non bastano a determinare la competenza territoriale.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e lo ha risolto accogliendo le argomentazioni del Giudice rimettente (Tribunale di Messina), affermando la competenza territoriale del Tribunale di Catania. La decisione si è fondata sul principio secondo cui, in materia di reati associativi di tipo mafioso, la competenza territoriale si determina in relazione al luogo in cui ha sede la base ove si svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività criminose; dalla lettura del capo d'imputazione e delle intercettazioni non risultano elementi che qualificano Benedict come figura dirigente né l'esistenza di un autonomo gruppo con base a Messina, sicché la competenza è stata attribuita al Tribunale di Catania e gli atti sono stati trasmessi a questo ufficio giudiziario.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 28 e ss.

    L'art. 28 e seguenti disciplinano il conflitto di competenza fra giudici; qui la Corte ha ritenuto sussistente il conflitto negativo e ha esercitato la funzione di risoluzione attribuita alla Corte di Cassazione.

  • Codice penale, art. 416-bis

    Norma che configura l'associazione di tipo mafioso; la sentenza applica il principio che, ai fini della competenza territoriale, conta il luogo della base organizzativa (dove si svolgono programmazione, ideazione e direzione) e non la mera commissione dei reati-fine o la residenza dell'imputato.

  • Codice penale, art. 61-bis

    Rilevato come norma aggravante specifica collegata ai reati di mafia; citata nel capo d'imputazione ma non al centro della questione di competenza territoriale.

  • Precedente giurisprudenziale: Cass. Sez. 3, n. 38009 del 10/05/2019

    Richiamato per il principio secondo cui la competenza territoriale nei reati associativi si individua nel luogo della 'base' dell'associazione, ossia dove si svolgono le attività di programmazione, ideazione e direzione; la corte applica tale criterio al caso concreto per escludere che la mera presenza di reati nel territorio o la residenza dell'imputato determinino la competenza.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per reati associativi si determina in base al luogo in cui ha sede la base organizzativa (dove si svolgono programmazione, ideazione e direzione), non in base alla sola commissione dei reati-fine.
  • La mera residenza dell'imputato o la partecipazione occasionale a riunioni non sono sufficienti a stabilire la competenza territoriale; è necessario valutare se l'imputato abbia funzioni di promozione, direzione, organizzazione o se il gruppo locale abbia autonomia e 'base' organizzativa.
  • Se l'associazione è articolata in gruppi locali, la competenza può spettare al tribunale del luogo in cui ha sede il gruppo locale solo se emerge l'autonomia organizzativa e la presenza di attività di direzione/programmazione in quel luogo.
  • In presenza di contrapposte decisioni dei giudici sull'incompetenza, il conflitto va sollevato ai sensi dell'art. 28 c.p.p. e sarà la Corte a dirimere la competenza applicando i criteri giurisprudenziali consolidati.
  • Nelle valutazioni di competenza vanno considerate le risultanze indiziarie significative (capo d'imputazione, intercettazioni, atti d'indagine) per accertare la qualità della partecipazione dell'imputato e la sussistenza di una base organizzativa locale.

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