Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20846/2024 del 28/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale di Palermo che, accogliendo l'appello del Pubblico Ministero, aveva sostituito la misura dell'obbligo di dimora (originariamente disposta dal Gip di Agrigento) con la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente deduce due motivi: (1) travisamento e vizi di motivazione riguardo alla valutazione delle dichiarazioni di De Battista e di altri elementi probatori, sostenendo che i fatti indicerebbero un mero ritrovamento occasionale della droga e non rapporti stabili con ambienti di spaccio; (2) violazione delle norme che regolano la valutazione della necessità della custodia in carcere (in particolare l'inadeguatezza di misure meno afflittive come gli arresti domiciliari con braccialetto), contestando la motivazione che ha ritenuto la custodia in carcere necessaria per il pericolo di reiterazione del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che si tratti di una mera rivalutazione di elementi di fatto e non di un travisamento manifestamente evidente delle dichiarazioni, quindi inammissibile in sede di legittimità. Sul secondo motivo la Corte ha confermato che la motivazione del tribunale di Palermo era coerente nel ritenere la sussistenza dell'attualità del pericolo di reiterazione, alla luce degli elementi che indicavano l'intenzione del ricorrente di stabilire canali di traffico e di avvalersi di complici. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Dispositivo invocato come base per il motivo di cassazione relativo al travisamento e ai vizi di motivazione; la Corte ricorda che la censura che equivale a una rivalutazione di fatto è inammissibile in sede di legittimità.

  • art. 274 lett. a) cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla valutazione delle dichiarazioni rese da terzi; utilizzata dal ricorrente per sostenere un presunto travisamento, la Corte ha ritenuto che le citazioni estratte fossero contestuali e non contraddicono la valutazione di merito.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Norma concernente i presupposti per le misure cautelari; invocata dal ricorrente per contestare la valutazione di inadeguatezza delle misure alternative alla custodia, la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del tribunale che aveva dato rilievo agli elementi indicativi di continuità nell'attività di traffico.

  • art. 275 n. 3 e 275-bis cod. proc. pen.

    Citate in relazione alla contestata valutazione dell'inadeguatezza degli arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico); la Corte ha ritenuto che il giudice del riesame avesse spiegato ragionevolmente l'attualità del pericolo di reiterazione e l'inadeguatezza delle misure meno afflittive.

  • art. 73 DPR 309/90

    Norma del Testo Unico sugli stupefacenti (riferita ai reati contestati): il contesto normativo che giustifica l'applicazione di misure cautelari più gravi in presenza di elementi sintomatici di partecipazione al narcotraffico.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di dichiarazione di inammissibilità.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Precedente invocato in relazione al criterio per l'imposizione di pagamenti alla Cassa delle Ammende; la Corte ha applicato un contributo equitativo (euro 3.000) ritenendo che il ricorso non fosse stato proposto 'senza versare in colpa' nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 2, n. 7667 del 29/01/2015 Rv. 262575 - Cammarota)

    Precedente usato come parametro per il principio secondo cui il travisamento del dato dichiarativo può essere rilevato in Cassazione solo se la difformità sia evidente e decisiva ictu oculi; qui la Corte ha ritenuto assente tale travisamento.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non ammette in sede di legittimità una mera rivalutazione del materiale probatorio: le censure che si limitano a proporre una diversa lettura degli stessi elementi sono inammissibili.
  • Per ottenere l'annullamento per "travisamento" delle dichiarazioni di terzi occorre che la difformità sia manifesta, evidente e decisiva ictu oculi; estratti o citazioni parziali difficilmente bastano.
  • Il giudice del riesame può ritenere la custodia cautelare necessaria anche quando vi siano elementi indiziari che fanno ritenere un progetto stabile di inserimento nel traffico di stupefacenti e la possibilità di avvalersi di complici: tale valutazione, se motivata in modo coerente, non è sindacabile in Cassazione salvo illogicità manifesta.
  • L'inadeguatezza di misure meno afflittive (es. arresti domiciliari con braccialetto elettronico) va valutata sul piano concreto e attuale del pericolo di reiterazione; l'ipotesi di coordinamento con soggetti terzi non identificati può essere considerata nella motivazione se sorretta da elementi indiziari.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e, a titolo equitativo, di una somma alla Cassa delle Ammende, salvo che il ricorso sia stato proposto senza colpa rilevante.
  • Quando si impugnano provvedimenti cautelari, è essenziale contestare vizi di motivazione oggettivi e manifesti (contraddittorietà o illogicità palese) piuttosto che proporre una diversa ricostruzione dei fatti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.