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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6574/2022 del 23/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello di Roma che, in riforma della decisione del G.U.P. del Tribunale di Latina, ha ridotto la pena ma ha rigettato una proposta di concordato (patteggiamento) formulata dalle parti in appello. I motivi dedotti sono: illegittima esclusione della richiesta di pena concordata perché la Corte avrebbe ritenuto la pena base indicata non legale; errata determinazione della pena base vantata dalle parti (contestazione sulla corretta individuazione del minimo edittale e dell'aumento per la recidiva qualificata ai sensi dell'art. 64, comma 3 cod. pen.); carenza di motivazione in ordine al rigetto della seconda richiesta di concordato contenuta nel verbale d'udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato che dalle carte risultavano due proposte delle parti e che la Corte territoriale aveva motivato solo il rigetto della prima (inesistente come legale) ma non aveva espresso alcuna motivazione sul rigetto della seconda proposta di concordato, la quale fissava una pena base di anni 10 e multa di C 2.000,00 che la Suprema Corte ha ritenuto legale. La Cassazione ha richiamato i principi delle Sezioni Unite sulla concorrenza fra recidiva qualificata e altre circostanze aggravanti e ha precisato che l'aumento per recidiva non è obbligatorio. Per carenza di motivazione la sentenza impugnata è stata annullata e il giudizio rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Roma per nuovo esame. Motivazione in forma semplificata.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Riferimento alla disciplina delle proposte di concordato in appello; la decisione di accogliere o rigettare una proposta deve risultare e va motivata

  • art. 99 cod. pen. (commi 1-4)

    Norme sulla determinazione della pena e sulla funzione del minimo edittale e delle aggravanti nel calcolo della pena base

  • art. 628 cod. pen. (commi 3, 3-bis, 3-quinques, 4)

    Disciplina delle ipotesi di rapina aggravata e pluriaggravata, con indicazione dei massimi edittali utili a confrontare quale circostanza risulti piu grave

  • art. 64 comma 3 cod. pen.

    Aumento per recidiva qualificata; la Corte osserva che tale aumento non è automaticamente obbligatorio e va valutato nella determinazione della pena in concreto

  • Cass. Sez. U., sent. n. 20798/2001

    Principio secondo cui la recidiva che comporta aumento superiore a un terzo è circostanza aggravante ad effetto speciale e, in concorso con altre aggravanti dello stesso tipo, opera la regola di applicare la pena prevista per la circostanza piu grave (quella con il massimo edittale piu alto); se una circostanza innalza il massimo e un'altra il minimo, l'aumento concreto non può essere inferiore al piu alto minimo edittale

Massime di principio

  • Il giudice d'appello, quando è proposta una richiesta di concordato, deve esaminare esplicitamente anche eventuali proposte successive e motivare il rigetto di ciascuna; la mancata motivazione comporta annullamento e rinvio
  • Nella determinazione della pena base con concorso di aggravanti occorre confrontare massimi e minimi edittali: la circostanza piu grave è quella con il massimo edittale piu elevato e l'aumento concreto non può essere inferiore al piu alto minimo previsto dalle circostanze concorrenti
  • L'aumento per recidiva qualificata (art. 64, comma 3) non è automatico e va valutato nel caso concreto; la sua applicazione richiede motivazione
  • Se le parti concordano una pena legalmente possibile, il giudice non può rigettare la proposta senza adeguata motivazione sul punto di legittimità e congruità
  • La Corte di Cassazione può cassare per carenza di motivazione anche quando il merito appare risolvibile con principi consolidati, rimettendo il caso per nuovo esame

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