Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10316/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello per (1) errata applicazione dell'art. 635, comma 2, n.5 c.p., sostenendo che non ricorrevano i requisiti dell'aggravante (le piante non erano fruttifere e mancava la pluralità); (2) errata applicazione dell'art. 612 c.p., deducendo che le frasi pronunciate erano un augurio e non una minaccia; (3) insufficiente motivazione sulle statuizioni civili, in particolare riguardo alla quantificazione del danno e alla mancata specificazione del danno relativo a ciascun reato; (4) violazione dell'art. 592, comma 4 c.p.p., circa la refusione delle spese della parte civile soccombente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso solo in parte. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata quanto al capo B) (danneggiamento aggravato) perché le piante erano non fruttifere e mancava così uno degli elementi costitutivi dell'aggravante prevista dall'art. 635, comma 2; ha invece rigettato il motivo relativo al capo C) (minacce), ritenendo che gli striscioni recanti la scritta "Grazie Mona, ti auguro di fare la stessa fine" costituissero una minaccia idonea a suscitare timore nella vittima, anche se espressa in modo implicito/indiretto. Quanto alle statuizioni civili, la Corte ha annullato le decisioni correlate al capo C) e ha disposto il rinvio al giudice civile competente in grado d'appello, perché il danno originariamente liquidato (euro 10.000,00: euro 7.000 patrimoniali per il danneggiamento e euro 3.000 di danno morale) era in parte fondato sul reato poi annullato e il danno morale non era stato ripartito tra i due reati. Ha inoltre rinviato la decisione sulle spese processuali civili al giudice civile in sede di appello. Spese al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen. (comma 2, n.5)

    decreto legislativo 15 gennaio 2016, n.7, art.2; art. 635 cod. pen., comma 2: fattispecie su "piantate di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi ..."

    La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui per l'aggravante è necessaria la concorrenza di due requisiti: la natura fruttifera delle piante e la pluralità delle stesse; l'ipotesi non ricorre per alberi non fruttiferi, per cui il fatto non integra il reato previsto da tale specifico comma

  • art. 612 cod. pen.

    La minaccia si realizza quando l'agente prospetta un male ingiusto dipendente dalla sua volontà; può essere palese o manifestarsi in forma implicita/larvata/indiretta, purché idonea a incutere timore e coartare la volontà della vittima; la modalità usata (cartelli con la scritta "Grazie Mona, ti auguro di fare la stessa fine") è stata ritenuta idonea a integrare il reato

  • art. 592, comma 4, c.p.p.

    art. 592, comma 4, c.p.p.

    La decisione sulle spese processuali civili è collegata all'esito delle statuizioni civili: essendo state annullate le statuizioni correlate a uno dei reati, la Corte ha rimesso al giudice civile in sede d'appello la valutazione sulla refusione delle spese

  • Decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7, art. 2

    decreto legislativo 15/01/2016 n.7, art.2

    Ha riformulato l'art. 635 c.p. disponendo ipotesi autonome di reato e specificando le categorie di beni protetti; la Corte l'ha richiamato per interpretare correttamente i requisiti dell'aggravante

  • Giurisprudenza della Cassazione richiamata

    Sez. 2, n. 2992 del 15/2/1981; Sez. 5, n. 7511 del 17/5/2000; Sez. 2, n. 27649 del 9/3/2021

    Richiamate per consolidare i principi: (i) la necessità della natura fruttifera e della pluralità per l'aggravante di cui all'art. 635; (ii) i requisiti della minaccia (anche implicita/indiretta); (iii) criteri interpretativi applicati nel caso concreto

Massime di principio

  • Per il reato previsto dal secondo comma dell'art. 635 c.p. (n.5) è necessario verificare sempre la natura fruttifera delle piante e la pluralità: la mancata sussistenza anche di uno solo di tali requisiti esclude l'aggravante e può far venire meno la rilevanza penale della condotta secondo quella specifica fattispecie
  • La minaccia ai sensi dell'art. 612 c.p. può essere manifestata in forme implicite, larvate o indirette: rileva l'idoneità del comportamento a incutere timore nella vittima e la sua attitudine a coartarne la volontà, valutata in relazione alle modalità, al contesto e alla sensibilità della persona offesa
  • I danni civili liquidati in conseguenza di reati devono essere logicamente e causalmente riferibili ai reati effettivamente accertati; se una condanna penale viene annullata, le statuizioni civili ad essa collegate devono essere riesaminate o annotate in modo tale da separare la quota di danno riferibile ai reati definitivamente accertati
  • La liquidazione del danno morale deve indicare la ripartizione o il criterio di attribuzione tra i diversi reati contestati quando più illeciti hanno concorso a determinare il pregiudizio; l'assenza di specificazione può determinare l'annullamento della statuizione civile e il rinvio
  • Le decisioni sulle spese processuali civili dipendono dall'esito delle pretese civili: se l'accertamento penale su cui si fonda la domanda civile viene parzialmente annullato, la decisione sulle spese va rivista dal giudice civile competente
  • In sede di impugnazione penale, un successo parziale del ricorso (annullamento di talune fattispecie) può comportare l'annullamento della relativa parte civile e il rinvio per nuovo esame, pur lasciando in piedi le altre condanne penali confermate

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.