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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39498/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Teramo del 27/01/2020 che aveva assolto Di Remigio per il reato previsto dall'art.590-bis, commi 1 e 8, cod. pen. ritenendo il fatto non punibile per particolare tenuità ai sensi dell'art.131-bis cod. pen. Il Procuratore generale contestava l'erronea applicazione dell'istituto della particolare tenuità sostenendo che tale riduzione non è ammissibile quando dalla condotta siano derivate la morte o lesioni gravissime, e nel caso concreto le parti offese avevano riportato lesioni qualificate come gravissime, con più persone offese e senza pieno risarcimento del danno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha osservato che, secondo il chiaro dettato di legge, l'art.131-bis cod. pen. non è applicabile qualora la condotta abbia cagionato la morte o lesioni gravissime di una persona. Dalla sentenza impugnata risultava che le lesioni subite dalle parti offese erano gravissime; pertanto vi era palese violazione di legge. La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata ai sensi dell'art.620 lett. d) cod. proc. pen. e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Teramo, in diversa composizione, per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    L'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando la condotta abbia cagionato la morte o lesioni gravissime; la Corte ha annullato la decisione che aveva invece applicato tale istituto pur in presenza di lesioni gravissime.

  • art. 590-bis, commi 1 e 8, cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato per cui l'imputata era stata giudicata; dalla sentenza impugnata risultava che le parti offese avevano riportato lesioni gravissime riconducibili alla condotta contestata.

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata quale riferimento procedurale nell'ambito dell'impugnazione; il Procuratore generale ha fatto valere vizi di applicazione della legge penale sostanziale.

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Capo di cassazione invocato per dedurre la violazione di legge; la motivazione della Corte si è allineata alla doglianza per palese violazione normativa.

  • art. 620 lett. d) cod. proc. pen.

    Consente alla Cassazione, quando sussista palese violazione di legge, di annullare senza rinvio; nel caso la Corte ha annullato senza rinvio e ha comunque disposto la trasmissione degli atti al Tribunale per nuovo giudizio.

Massime di principio

  • L'art.131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto) non può essere applicato quando la condotta ha cagionato la morte o lesioni gravissime: in presenza di tali esiti la riduzione o esclusione della punibilità è preclusa.
  • La gravità delle lesioni, la presenza di più persone offese e l'assenza di un pieno risarcimento del danno sono fattori che ostano all'applicazione della particolare tenuità.
  • Il Procuratore generale può proporre ricorso immediato per cassazione quando ritenga che sia stata erroneamente applicata la non punibilità per particolare tenuità; la Cassazione può annullare la sentenza impugnata se rileva palese violazione di legge.
  • In caso di palese violazione di legge la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio ai sensi dell'art.620 cod. proc. pen. e disporre la trasmissione degli atti al giudice di merito per un nuovo giudizio in diversa composizione.
  • Nel valutare la applicabilità dell'art.131-bis il giudice deve esaminare concretamente le conseguenze della condotta (esito lesivo, gravità, numero di vittime, risarcimento) e motivare espressamente la decisione di applicare o escludere la particolare tenuità.

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