Sentenza n. 11750/2026 - Roma, Sezione 5B
per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna ai sensi del d. lgs. 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal d. lgs. 28 gennaio 2016, n. 15; e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso nel termine stabilito ex art. 117, comma 2, c.p.a. nonché per la nomina di un commissario ad acta incaricato di concludere il procedimento con l’adozione del provvedimento in caso di perdurante inerzia serbata dalla Amministrazione intimata;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Ministero sull'istanza di riconoscimento di un titolo abilitante all'insegnamento di sostegno conseguito in Spagna
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per accertare l'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione sull'istanza, presentata il 27 ottobre 2025, di riconoscimento in Italia del titolo ritenuto valido per l'insegnamento di sostegno, conseguito in Spagna ai sensi del d.lgs. n. 206/2007, come modificato dal d.lgs. n. 15/2016. Ha chiesto anche la condanna dell'Amministrazione ad adottare un provvedimento espresso entro il termine fissato dal giudice e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Nelle more del giudizio, infatti, il Ministero ha adottato il 7 maggio 2026 un provvedimento espresso sull'istanza e lo ha depositato l'8 maggio 2026. L'adozione del provvedimento ha fatto venir meno l'inerzia e, quindi, il presupposto della tutela contro il silenzio: al momento della decisione non residuava alcuna utilità conseguibile mediante una pronuncia ex artt. 31 e 117 c.p.a. Il giudice ha precisato che la persistenza dell'inerzia fino alla decisione costituisce una condizione dell'azione; se il provvedimento espresso interviene prima della proposizione del ricorso si configura carenza originaria dell'interesse, mentre se interviene durante il giudizio si configura sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
La tutela contro il silenzio presuppone che, al momento della decisione, perduri l'inerzia dell'amministrazione; l'adozione di un provvedimento espresso nelle more elimina il presupposto per la condanna a provvedere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, durante il giudizio, l'amministrazione adotta il provvedimento espresso richiesto e viene meno l'utilità della pronuncia sul silenzio.
d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206
È indicato quale disciplina applicabile all'istanza di riconoscimento in Italia del titolo abilitante conseguito in Spagna.
È indicato quale decreto modificativo del d.lgs. n. 206/2007, disciplinante il riconoscimento del titolo conseguito in Spagna.
Massime di principio
- La condanna dell'amministrazione a provvedere ai sensi dell'art. 117 c.p.a. presuppone che l'inerzia persista fino al momento della decisione giudiziale; l'adozione nelle more di un provvedimento espresso sulla domanda rende improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- La persistenza dell'interesse a ricorrere contro il silenzio è una condizione dell'azione che deve sussistere fino alla decisione; se il provvedimento espresso interviene prima del ricorso si ha carenza originaria dell'interesse, mentre se interviene durante il giudizio si ha sopravvenuta carenza di interesse.
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