Cassazione Civile, Ordinanza n. 24291/2023 del 09/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
Due proprietari di terreni situati nel territorio comunale avevano adito il TAR per ottenere, in relazione a una procedura di occupazione d'urgenza e alla successiva realizzazione di una strada pubblica, l'accertamento della scadenza dei termini occupativi ed espropriativi, la declaratoria di illegittimità dell'occupazione, la restituzione e rimessione in pristino delle aree e, in subordine, il risarcimento dei danni per mancato godimento, perdita di valore e ulteriori pregiudizi derivanti da sconfinamenti, sbancamenti, interclusioni e deposito di materiali. Nel corso del giudizio era intervenuto un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis D.P.R. 327/2001, non impugnato. Il comune ha quindi promosso regolamento preventivo di giurisdizione, sostenendo che, alla luce del petitum sostanziale e del provvedimento di acquisizione sanante, la controversia sulle domande risarcitorie e indennitarie spettasse al giudice ordinario. I proprietari hanno resistito al regolamento. La Corte è stata chiamata a stabilire se la domanda, qualificata in termini sostanziali come azione per danni e ristoro economico conseguenti a condotte materiali della P.A. asseritamente compiute in carenza di potere e fuori dall'area legittimamente occupata, rientrasse nella giurisdizione ordinaria oppure amministrativa.
La decisione
La Corte ha accolto l'impostazione del ricorrente e ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che la controversia, per come risultava dal petitum sostanziale e dai fatti allegati, attenesse non a scelte autoritative della pubblica amministrazione ma a comportamenti materiali di asserito sconfinamento, sbancamento, interclusione e trasformazione di aree non ricomprese nella procedura ablativa, dunque a una occupazione usurpativa e a una cattiva esecuzione dell'opera pubblica. In tali ipotesi la tutela ripristinatoria e risarcitoria spetta al giudice ordinario. La Corte ha quindi regolato la giurisdizione in favore del giudice ordinario.
Norme richiamate
provvedimento di acquisizione sanante
l'adozione del provvedimento di acquisizione sanante, non impugnato, non muta la natura sostanziale della controversia quando la domanda riguarda occupazioni e trasformazioni materiali di aree asseritamente estranee alla procedura
richiamati per sostenere che le controversie relative alle indennità conseguenti ad atti ablativi o espropriativi spettano al giudice ordinario
devolve al giudice ordinario le controversie sulle indennità conseguenti ad atti ablativi o espropriativi
norma richiamata per la trattazione camerale e le conclusioni scritte del P.G.
Massime di principio
- Ai fini del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo occorre guardare al petitum sostanziale, da individuare in base alla causa petendi e ai fatti allegati, non alla sola qualificazione formale delle domande.
- Quando l'opera pubblica abbia interessato aree diverse o più ampie rispetto a quelle oggetto dei provvedimenti ablativi, la condotta della pubblica amministrazione integra un comportamento materiale in carenza assoluta di potere, con configurabilità di occupazione usurpativa e giurisdizione del giudice ordinario.
- Anche quando il pregiudizio derivi da cattiva esecuzione dell'opera pubblica, con sconfinamenti, sbancamenti, interclusioni o altre manipolazioni materiali su aree non comprese nella procedura, la posizione lesa è di diritto soggettivo e la tutela restitutoria e risarcitoria appartiene al giudice ordinario.
- Il provvedimento di acquisizione sanante non esclude di per sé la giurisdizione ordinaria sulle pretese risarcitorie o indennitarie se la controversia, per il suo contenuto sostanziale, riguarda fatti materiali estranei a scelte autoritative della P.A.
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