Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 24516/2026 del 06/08/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (consorzio pubblico)

La controversia

La controversia riguardava la richiesta, formulata da un consorzio di comuni del bacino imbrifero montano, di pagamento del sovracanone ex legge n. 959/1953 per gli anni 2005-2013, con riferimento all'utilizzo a scopo idroelettrico di due centrali ubicate nel territorio di riferimento. Il consorzio destinatario della richiesta negava l'obbligo, sostenendo in origine che solo uno degli impianti era in funzione e che, comunque, le opere di presa non ricadevano nel perimetro del bacino imbrifero montano. Il tribunale regionale aveva rigettato la domanda; in appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche aveva invece riconosciuto la legittimazione attiva del consorzio richiedente e accertato la debenza del sovracanone, limitando la prescrizione al periodo anteriore al quinquennio precedente la richiesta. Il ricorso per cassazione deduceva, con due motivi, la violazione dell'art. 1 l. n. 959/1953 e dell'art. 1, comma 137, l. n. 228/2012, assumendo che l'obbligo sorgerebbe solo se le opere di presa ricadano nel 'bacino imbrifero montano' e non nel generico 'bacino imbrifero'; inoltre censurava la mancata disapplicazione dei decreti ministeriali di perimetrazione del bacino imbrifero montano, ritenuti illegittimi per difetto di adeguate basi tecniche e per non avere considerato correttamente le quote altimetriche degli impianti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il primo motivo non si confrontasse con il consolidato orientamento delle Sezioni Unite secondo cui la disciplina del sovracanone, come modificata dalla legge di stabilità 2013, ha ampliato la platea degli impianti assoggettati al contributo, includendo anche quelli non montani, con riferimento a impianti le cui opere di presa siano ricomprese nel territorio di un bacino già delimitato; pertanto la censura, costruita sull'assunto che il T.S.A.P. avesse erroneamente fatto riferimento al solo 'bacino imbrifero', era priva di adeguata specificazione. Il secondo motivo è stato ritenuto assorbito e comunque inammissibile, poiché la doglianza sulla illegittimità dei decreti di perimetrazione era generica e, in ogni caso, la verifica della correttezza della perimetrazione integra un accertamento di merito non deducibile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di cassazione e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1 legge n. 959/1953

    La disciplina del sovracanone per le concessioni idroelettriche va letta nel quadro della individuazione dei soggetti obbligati e del presupposto territoriale connesso al bacino imbrifero montano; la censura che presuppone un diverso significato della locuzione non è condivisa perché non si confronta con l'interpretazione consolidata.

  • art. 1, comma 137, legge n. 228/2012

    La norma ha reintrodotto l'originario sistema del testo unico, estendendo l'obbligo del sovracanone anche agli impianti non montani e rendendo omogenee le posizioni dei comuni e degli impianti del bacino.

  • art. 5 l.a.c.

    È richiamato dal ricorrente come parametro per chiedere la disapplicazione dei decreti ministeriali di perimetrazione, ma la Corte ritiene la doglianza inammissibile e, comunque, volta a ottenere un accertamento di merito.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La deduzione di violazione di legge deve confrontarsi con l'effettiva ratio della decisione impugnata e con l'interpretazione nomofilattica già consolidata; altrimenti il motivo è inammissibile per difetto di specificità.

  • art. 398 c.p.c.

    La pendenza del giudizio di revocazione non impedisce la trattazione del ricorso per cassazione contro la medesima sentenza, in presenza di autonomia tra i due giudizi e in mancanza di interferenze di questioni.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    È il parametro di riferimento per la quantificazione dell'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • In tema di sovracanoni idroelettrici, la disciplina introdotta dall'art. 1, comma 137, l. n. 228/2012 amplia la platea dei soggetti tenuti al pagamento, ricomprendendo anche gli impianti non montani, purché le opere di presa insistano in un bacino già delimitato.
  • La censura per violazione di legge è inammissibile quando non si confronta con l'interpretazione consolidata della norma rilevante e si limita a riproporre un significato testuale isolato, senza misurarsi con il precedente nomofilattico.
  • La contestazione della perimetrazione amministrativa del bacino imbrifero, ove richieda una nuova valutazione tecnica dei luoghi e degli atti di delimitazione, esula dal giudizio di legittimità e non può essere veicolata come mero error in iudicando.
  • La richiesta di disapplicazione di atti amministrativi generali, se diretta in sostanza a ottenere un accertamento di merito sulla correttezza tecnica della delimitazione territoriale, non è scrutinabile in cassazione quando non sia dedotto un vizio giuridico specifico e autosufficiente.
  • La pendenza di un ricorso per revocazione non sospende automaticamente la trattazione del ricorso per cassazione contro la stessa sentenza, salva l'eventuale sospensione disposta nel diverso giudizio e in assenza di interferenze tra le questioni dedotte.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTribunali delle acque
RamiProcesso civileBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.