Cassazione Penale, Sentenza n. 39126/2025 del 03/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza del GIP del 14/07/2025 che aveva respinto la richiesta di convalida dell'arresto operato dalla polizia giudiziaria nei confronti di Romina Plaka per il reato richiamato dal d.lgs. 159/2011 (art. 75, comma 2). Il ricorso deduceva violazione di legge e difetto di motivazione rispetto agli artt. 381 e 382 c.p.p., sostenendo che il GIP avrebbe erroneamente ritenuto il fatto di minima offensività e quindi la polizia non avrebbe dovuto procedere all'arresto, ossia che vi sarebbe stata un'errata applicazione dei criteri di convalida previsti dalla giurisprudenza di legittimità.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto infondata la doglianza, confermando che il GIP ha adeguatamente applicato i criteri dell'art. 381 c.p.p., in particolare il parametro del comma 4 (arresto in flagranza giustificato solo dalla gravità del fatto o dalla pericolosità del soggetto). Il provvedimento impugnato ha esposto le ragioni valutando gli elementi conosciuti dagli operanti (tra cui l'allontanamento per recarsi alla Croce Azzurra di Porto Sangiorgio per cercare lavoro), concludendo che il fatto non appariva grave né l'autrice pericolosa; tale valutazione ex ante è stata ritenuta logica e non sindacabile in sede di ricorso. Pertanto il rigetto del ricorso mantiene l'ordinanza di non convalida.
Norme richiamate
d.lgs. 159/2011, art. 75, comma 2
Norma sostanziale richiamata per individuare il reato addebitato; usata come riferimento per il fatto contestato ma senza citazione testuale nel provvedimento riportato
Richiamato come criterio centrale per la convalida dell'arresto; il comma 4 è stato interpretato e applicato nel senso che l'arresto in flagranza è giustificabile solo quando la misura risulta proporzionata alla gravità del fatto o alla pericolosità del soggetto
Citato nel motivo di ricorso relativo a vizio di motivazione e applicazione di legge; la Corte ha ritenuto che non sussistesse difetto di motivazione rispetto ai parametri indicati dagli artt. 381 e 382 c.p.p.
Massime di principio
- La convalida dell'arresto in flagranza va valutata alla luce dell'art. 381 c.p.p.: l'arresto è giustificabile quando emerge gravità del fatto o pericolosità del soggetto; in assenza di tali elementi il GIP può non convalidare.
- La valutazione del GIP si fonda sugli elementi conosciuti dagli operanti al momento dell'intervento (giudizio ex ante): ciò che conta è la situazione e le informazioni disponibili all'epoca dell'arresto, non sviluppi probatori successivi.
- Il ricorso del pubblico ministero per vizio di motivazione richiede di dimostrare che il GIP abbia omesso criteri rilevanti o compiuto valutazioni manifestamente illogiche; una motivazione che espone le ragioni e i fatti considerati è difficilmente sindacabile se appare coerente e adeguata.
- Il concetto di 'minima offensività' può giustificare la non convalida dell'arresto se, alla prima lettura, il fatto non appare grave e l'autore non appare pericoloso.
- Quando esistono dubbi sulla correttezza dell'arresto, è rilevante considerare lo scopo dell'intervento (es. ricerca di lavoro) e le circostanze concrete: tali elementi possono orientare verso la non convalida se attenuano la gravità o la pericolosità.
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