Cassazione Penale, Sentenza n. 22826/2024 del 05/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte di appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di revisione della sentenza di condanna per i reati di cui agli artt. 81 e 314 c.p.; la ricorrente deduce la violazione dell'art. 634 c.p.p., sostenendo che la Corte territoriale, nel dichiarare d'ufficio l'inammissibilità, avrebbe oltrepassato i limiti di un controllo di mera ammissibilità ed effettuato una delibazione di merito, escludendo l'inconciliabilità tra la sua sentenza di condanna e la sentenza della Cassazione n. 11341/2023 emessa nei confronti di altri coimputati.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia violato la legge: la presunta 'inconciliabilità' non era tale, ma derivava da un mutamento di giurisprudenza applicato alla stessa fattispecie. In particolare la sentenza n.11341/2023 ha operato una diversa delimitazione della nozione di 'possesso' rilevante ai fini del reato di peculato; ciò costituisce una diversa valutazione giuridica e non un contrasto idoneo a giustificare la revisione. Perciò la richiesta di revisione è manifestamente infondata. La ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Disciplina le cause di inammissibilità della richiesta di revisione, tra cui la manifesta infondatezza; il giudice di merito può dichiarare inammissibile l'istanza se le ragioni addotte risultano evidentemente insufficienti a travolgere il giudicato
art. 630, lett. a) cod. proc. pen.
Indica i termini rilevanti per valutare l'inconciliabilità fra giudicati ai fini della revisione; la comparazione tra sentenze deve riguardare gli aspetti decisivi che possono effettivamente configurare un contrasto tra giudicati
Norma sostanziale sul reato di peculato; nel caso concreto la qualificazione della condotta come peculato dipende dall'accertamento del 'possesso' della cosa da parte dell'agente
Disciplina il concorso di persone nel reato; citato come norma connessa alla condotta attribuita alla ricorrente
Giurisprudenza: Sez.1, n.50460 del 25/05/2017 (Sciumè) e Sez.2, n.29373 del 18/09/2020 (Nocerino)
Rappresentano due orientamenti contrastanti sulla portata del vaglio di ammissibilità della revisione per contrasto di giudicati: il primo limita il controllo alla mera irrevocabilità e pertinenza della decisione antagonista; il secondo ammette una sommaria comparazione tra le sentenze per valutare la manifesta infondatezza della richiesta
Massime di principio
- La richiesta di revisione fondata su un presunto contrasto tra giudicati richiede la dimostrazione di una reale e irreconciliabile discrepanza tra i due provvedimenti, non il semplice fatto che la giurisprudenza si sia evoluta.
- Il giudice dell'ammissibilità può effettuare una comparazione sommaria e constatativa tra le sentenze: se risulta evidente che le ragioni addotte non possono travolgere il giudicato, l'istanza può essere dichiarata manifestamente infondata e quindi inammissibile.
- Un mutamento di giurisprudenza applicato ai medesimi fatti (diversa interpretazione di un elemento costitutivo del reato) difficilmente fonda la revisione se la nuova valutazione non crea un effettivo contrasto con il giudicato precedente ma solo una diversa lettura normativa.
- Per aumentare le probabilità di ammissibilità della revisione, il richiedente deve indicare con precisione le parti delle decisioni a confronto che risultano inconciliabili, allegare la sentenza irrevocabile che si assume avere introdotto il fatto antagonista e spiegare perché essa invalida gli elementi essenziali del giudicato.
- Se l'istanza viene rigettata per manifesta infondatezza si possono comunque essere condannati alle spese; valutare con attenzione l'effettiva portata del contrasto da prospettare prima di proporre la revisione.
- In presenza di dubbi sull'intensità del controllo di ammissibilità, la giurisprudenza di legittimità riconosce sia un approccio restrittivo (solo verifica formale di irrevocabilità e pertinenza) sia uno più estensivo (sommaria comparazione), per cui è preferibile impostare la richiesta come dimostrazione puntuale dell'effettiva incompatibilità tra i giudicati.
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