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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33232/2026 del 10/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Milano che, modificando parzialmente la decisione di primo grado mediante esclusione delle aggravanti, lo aveva condannato alla pena di cinque mesi di reclusione per il delitto di sostituzione di persona previsto dall'art. 494 c.p. Il primo motivo contestava, secondo quanto emerge dalla decisione, la ritenuta sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, sostenendo implicitamente che il dolo specifico dovesse avere natura patrimoniale. La Corte ha rilevato che la sentenza impugnata aveva motivato adeguatamente sul dolo specifico, il quale può consistere anche nel perseguimento di un vantaggio non patrimoniale o nella finalità di arrecare ad altri un danno. Il secondo motivo riguardava la determinazione della pena e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La censura sulla dosimetria è stata ritenuta infondata perché la pena era stata motivata in modo adeguato e ragionevole; quella relativa alle attenuanti generiche è stata dichiarata inammissibile perché proposta per la prima volta in cassazione e quindi inedita.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché tutti i motivi non si confrontavano con le motivazioni della sentenza impugnata, che aveva fornito risposte adeguate e logiche applicando principi consolidati. La condanna per il delitto di cui all'art. 494 c.p. e la pena di cinque mesi di reclusione sono rimaste ferme. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 494 c.p.

    La fattispecie di sostituzione di persona richiede il dolo specifico, che può consistere nel fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o non patrimoniale oppure di recare ad altri un danno.

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato implicitamente quale fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali conseguente alla declaratoria di inammissibilità.

  • art. 616 c.p.p., ultimo periodo

    Applicato per la condanna al pagamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, in ragione dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel delitto di sostituzione di persona, il dolo specifico non deve necessariamente avere natura patrimoniale: è sufficiente la finalità di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o non patrimoniale, oppure di arrecare ad altri un danno.
  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che non si confronti specificamente con la motivazione della sentenza impugnata e non confuti le ragioni poste a fondamento della decisione.
  • La censura sulla dosimetria della pena non è accoglibile quando la sentenza impugnata espone una motivazione adeguata e ragionevole sulla determinazione della sanzione.
  • La richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche proposta per la prima volta in sede di legittimità costituisce motivo inedito e non può essere esaminata.

Come è indicizzato

MaterieViolenza privataImpugnazioniPena e commisurazione
RamiDelitti contro la personaProcesso penaleParte generale

Testo integrale

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