Cassazione Penale, Ordinanza n. 33235/2026 del 10/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del pubblico ministero per difetto di interesse concreto all'impugnazione. Ha ritenuto decisivo che il reato fosse prescritto, sicché l'eventuale accoglimento del ricorso avrebbe potuto comportare soltanto l'affermazione astratta della corretta applicazione della legge, senza alcun risultato pratico favorevole nella vicenda esaminata.
Esito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Siracusa del 30 maggio 2023, che aveva prosciolto l'imputato dal reato di furto di energia elettrica aggravato dalla violenza sulle cose, commesso fino al 27 febbraio 2017. Il ricorso era diretto a ottenere l'esatta applicazione della legge, ma la Corte ha rilevato l'assenza di interesse concreto all'impugnazione, poiché il reato risultava prescritto. L'interesse del pubblico ministero a ricorrere per cassazione ai sensi dell'art. 568, comma 4, c.p.p. sussiste soltanto quando l'impugnazione possa condurre a un risultato non solo teoricamente corretto, ma anche concretamente favorevole; tale condizione non ricorre quando la vicenda processuale si sia ormai esaurita per prescrizione. Non è sufficiente l'interesse astratto all'affermazione di un principio di diritto destinato a future applicazioni.
Norme richiamate
L'interesse all'impugnazione deve essere concreto e attuale: per il pubblico ministero che ricorra per ottenere l'esatta applicazione della legge, occorre che l'impugnazione possa procurare un risultato anche praticamente favorevole, non essendo sufficiente l'interesse astratto all'affermazione di un principio di diritto.
Massime di principio
- Il pubblico ministero può ricorrere per cassazione per ottenere l'esatta applicazione della legge soltanto quando l'impugnazione sia idonea a produrre un risultato concretamente favorevole nella specifica vicenda processuale.
- L'interesse a impugnare non sussiste quando, al momento della proposizione del ricorso, il reato sia già prescritto e la decisione sulla violazione di legge possa avere soltanto un valore teorico, senza effetti pratici sul procedimento.
- L'affermazione astratta di un principio di diritto applicabile in futuro non integra, da sola, l'interesse concreto richiesto per l'impugnazione ai sensi dell'art. 568, comma 4, c.p.p.
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